Stiamo attraversando la Quarta Rivoluzione Tecnologica: come cavalcare l'Intelligenza Artificiale e renderla un Alleato
Ciao e Benvenuta o Benvenuto in questo nuovo episodio di “Grassi Risultati in Odontoiatria”, episodio nel quale torniamo a parlare di un argomento che a me è estremamente caro.
Sono un po’ un nerd di questa questione, mi piace smacchinarci ed è diventato in realtà un mio grandissimo alleato.
Ebbene sì: voglio tornare a parlare con te di Intelligenza Artificiale ma lo voglio fare in una maniera leggermente diversa.
Perché, se facciamo i conti, negli ultimi 25 anni, più o meno, siamo passati attraverso tre trasformazioni tecnologiche, che hanno segnato profondamente la nostra generazione.
In realtà probabilmente anche di chi ha dieci anni meno di me, io ne ho cinquanta, quindi dai 40 ai 60 ci siamo passati in mezzo tutti: tre trasformazioni/rivoluzioni tecnologiche che hanno cambiato profondamente il modo di lavorare. Quando per “lavorare” intendo gestire una propria Attività.
C’è stato l’avvento di internet, c’è stato l’avvento dei social media, poco dopo l’avvento degli smartphone. E queste tre cose, hanno segnato tre punti di svolta molto importanti nelle dinamiche di Mercato, nella psicologia dei Clienti – dei Consumatori, dei Pazienti – e di conseguenza, negli adattamenti che Chi ha una sua Attività, ha dovuto fare per poter gestire tutte queste trasformazioni.
Siamo stati fortunati, possiamo dire così, ad avere vissuto e visto tutto questo, anche se sinceramente non è stato proprio così semplice. Perché comunque in alcuni casi, gli impatti di queste trasformazioni hanno ingaggiato parecchio Chi ha una sua Attività (e quindi Chi gestisce uno Studio Dentistico) da un punto di vista operativo – quindi di testa – ma anche da un punto di vista di pancia.
Il punto è che, oggi, è arrivata la quarta trasformazione che è quella dell’avvento dell’Intelligenza Artificiale.
Allora, in questo episodio voglio condividere con Te, quello che credo essere l’approccio migliore per un Titolare di Studio Dentistico come Te, nei confronti dell’Intelligenza Artificiale.
Perché non tutti ci si sono lanciati dentro a piè pari dall’inizio come ho fatto io.
Sai che io mi sono appassionato della questione e ne ho già parlato all’interno di questo podcast, se vuoi tornare ad approfondire i contenuti che ho condiviso, puoi farlo qui:
Di fatto io, attento un po’ a quella che potrebbe essere “The Next Big Think”, nel momento in cui ho visto l’avvento dell’Intelligenza Artificiale, ho detto:
“Ecco, ok, questo è il nuovo cambiamento che potrà permettere di svoltare, quindi meglio dedicarcici velocemente.”
Sai che ho iniziato ad aiutare Titolari di Studio Dentistico, ma anche Liberi Professionisti e Piccoli Imprenditori ad integrare l’Intelligenza Artificiale nella loro Attività. Ho sviluppato dei sistemi particolari per utilizzare i chatbot come ChatGPT, Gemini, Claude, per fare in modo che si riesca a farne un utilizzo ancora più specifico per la propria attività.
Insomma: l’ho utilizzata tanto, la stiamo utilizzando e integrando tanto all’interno delle Attività in modo diverso, in ambiti diversi, in settori diversi. Per cui sì: ho supportato tante Persone ad integrarla.
Ecco, in questo episodio, voglio condividere con Te quello che dal mio punto di vista, è il miglior approccio nei confronti di questa quarta trasformazione.
Perché è accaduta, è arrivata, è qui.
Così come è arrivato internet, come sono arrivati i social media, come sono arrivati gli smartphone.
Quindi, di fatto, non si può restare lì a commentarla o a guardarla semplicemente.
Ma si tratta di cominciare – per quello che permette di fare oggi – ad integrarla nella propria Attività, in modo tale che questa trasformazione non debba essere inseguita da Te – o addirittura persa da un punto di vista di benefici – ma che possa essere integrata nel modo giusto nella tua realtà.
Così, entrare in questo nuovo mondo di opportunità che l’Intelligenza Artificiale offre, stante tutte le sue complicazioni che ogni trasformazione tecnologica fa, diventa per Te più semplice da un punto di vista di pancia e non solo da un punto di vista operativo.
Quale formato scegli?
A questo punto puoi decidere se ascoltare questo argomento grazie alla puntata del podcast “Grassi Risultati in Odontoiatria”, guardare il video oppure se immergerti nella lettura delle mie parole. A Te la scelta!
Qui sotto puoi ascoltare il podcast.
Qui puoi guardare il video
Oppure continua a leggere.
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La prima Rivoluzione: l’avvento di Internet
Forse non eri ancora nato, io non lo ero.
Era il 1969 ed è nata Arpanet.
Arpanet era una prima rete, che collegava quattro Università americane e questa prima rete era stata creata dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.
Nel 1973 Arpanet è diventata internazionale e ha collegato un’altra Università in Norvegia e un’altra in Inghilterra, attraversando di fatto l’oceano.
E 1983, da bambino l’anno nel quale si è visto il primo volo dello Space Shuttle, nasce il protocollo TCPIP.
Il protocollo TCPIP, protocollo standard, che di fatto ha settato quello che ancora oggi è il protocollo di trasmissione dati, che permette di collegare dei computer tra di loro.
Tanto che, nel 1989, l’anno che tutti ricordiamo per la caduta del muro di Berlino, è l’anno nel quale Tim Berners Lee a Ginevra al CERN, ha inventato il World Wide Web, tutto quello che oggi -WWW- conosciamo con il nome di Internet.
Non era ancora pubblico, è diventato pubblico Internet, il web in generale, nel 1991.
L’anno che fissato la fine dell’Unione Sovietica, ha anche definito l’inizio della rete pubblica del web.
E l’anno nel quale, era il 1993, Spielberg ha vinto l’Oscar con Schindler List, hanno cominciato a nascere i primi browser, sono nate le prime applicazioni e programmi per potere navigare sul web, che poi hanno portato alla crescita esponenziale di tutta quanta la rete.
E nel 1994, l’anno nel quale purtroppo c’è stata la scomparsa di Ayrton Senna (sai che io sono un nerd di motorsport) è l’anno anche nel quale hanno cominciato a nascere i primi colossi del web. Yahoo, poi è nata Virgilio in Italia, Amazon è nata nel 1994, quindi c’è stato tutto il boom e tutta la trasformazione dell’e-commerce.
Poi, il 1995, anno che io ricordo per l’uscita del bellissimo Toy Story con Buzz Lightyear “verso l’infinito ed oltre”, è stato anche l’anno nel quale internet è entrata in tutte quante le case, perché Microsoft ha lanciato Internet Explorer.
È nata negli Stati Uniti, American Online, che poi l’ha portata da noi – Virgilio in realtà è nato qui – insomma, c’è stata tutta questa tipologia di trasformazione.
Il mondo ha cominciato a spostarsi sul web, le attività hanno cominciato a spostarsi sul web.
Tanto che nel 1998 (anno famoso per il grandissimo scandalo di Bill Clinton e Monica Lewinsky, ti ricordi?) in questa nostra storia, è stato anche l’anno nel quale c’è stata la nascita di Google.
È nato lì Google, che di fatto ha stravolto il modo in cui noi ricerchiamo e soprattutto accediamo ai contenuti online.
E poi dal 2000 in avanti, tra l’altro il 2000 è l’anno della bolla delle “.com” oltre al Millennium Bug, dal 2000 al 2004, c’è stata una crescita esponenziale sia di tempo passato dalle Persone sul web, che di attività e di contenuti spostati, lanciati, introdotti sul web.
Di fatto, una vera e propria trasformazione che è avvenuta un pezzettino alla volta ma che ha profondamente cambiato le regole del gioco.
Benefici e Minacce
Se ci pensi, questa trasformazione ha portato all’apertura di mercati globali.
É nato l’e-commerce, prima l’e-commerce non c’era.
Le vetrine dei negozi, metaforicamente, si sono spostate dalle strade e sono diventate digitali, perché per una Persona in un piccolo paesino italiano, era possibile fare vedere, mettere in vetrina, i propri prodotti che potevano essere visualizzati da una Persona dall’altra parte dell’Oceano.
E di fatto, questo ha portato ad aprire mercati che prima non erano raggiungibili, ha permesso di creare nuove forme di Marketing, ha permesso di ridurre i costi operativi.
Perché se ci pensi, banalmente, l’invio di una mail ha evitato il costo di invio di un fax o di una lettera con dei francobolli.
Insomma, sono cambiate tanto le dinamiche e la comunicazione è diventata più veloce.
D’altro canto però ci sono stati sì dei benefici ma ci sono state anche delle minacce da dover gestire. Ovviamente questa apertura di mercato ha generato un aumento incredibile della concorrenza.
Di conseguenza, questo ha fatto sì che le imprese che operavano sul mercato, dovessero adattarsi a queste nuove regole del gioco, a queste nuove modalità, che poi hanno spinto anche a dover ripensare delle procedure interne in certi casi.
Perché se la comunicazione viaggiava più veloce, i feedback arrivavano più velocemente. E quindi, di conseguenza, l’organizzazione doveva essere diversa. Perché proprio come la rete ha reso più veloce tutte le interazioni, gli scambi della comunicazione, anche le Attività dovevano diventare più veloci a muoversi in un mercato che era diventato molto più scattante. E dovevi essere decisamente più reattivo.
L’acquisizione di nuove competenze: come è stato vissuto dalle Persone il cambiamento
Oggi magari, per noi tutto questo è normale ma il cambiamento allora è stato potente, con anche grossi impatti da un punto di vista emotivo: lo smarrimento, la frustrazione, la novità, nuove competenze da acquisire.
In quegli anni ad esempio, io ricordo che venivano fatti corsi per come si manda una mail.
Quindi c’era questa necessità di competenze da acquisire, questa frustrazione, anche dell’ oddio è tutto diverso e poi c’era anche l’eccitazione per le nuove opportunità.
Ma in realtà, la grossa trasformazione che tutto questo ha generato, è stato anche tantissimo nella psicologia delle Persone. E di conseguenza nella psicologia dei Consumatori, dei Clienti, dei Pazienti che hanno cominciato, dall’avvento di internet, ad adottare dei comportamenti diversi in funzione proprio di quello che internet metteva loro a disposizione.
L’era dell’informazione
L’informazione è accessibile a Tutti.
Di conseguenza le Persone si informano in modo diverso, aumentano il loro livello di conoscenza, fanno domande anche più informate (o disinformate). Ma di fatto fanno domande con un livello di consapevolezza differente a quello che avevano prima.
E questo, di fatto, fa sì che le Persone, siano diventate più critiche.
Al punto che, in quegli anni, abbiamo dovuto imparare a gestire Persone che avevano un approccio più critico, più informato – o disinformato – fatto sta comunque con più informazioni a loro disposizione.
E questo, oltretutto, ha creato e accelerato la cultura della comparazione.
Le Persone hanno cominciato a comparare le cose molto più facilmente, perché internet permetteva di comparare prodotti, offerte, servizi, valutando proprio quello che c’era sui siti web.
Ma ha cambiato anche un’altra cosa.
Tutta questa velocità, ha abituato le Persone ad avere un bisogno un bisogno di immediatezza nei riscontri e nei feedback.
Se prima spedivi una lettera e aspettavi settimane che ti arrivasse una risposta, con l’avvento di internet io ti mando una mail, nel giro di qualche minuto mi aspetto che Tu mi risponda o altrimenti valuto questo un disservizio.
E poi, ultimo ma non meno importante, anche da un punto di vista di Marketing, l’avvento di internet ha spostato la capacità di influenzare e di persuadere con i canali tradizionali come la tv, la radio.
E di fatto, questo, ha aperto nuove modalità per poter fare Marketing sulle Persone.
Ecco, internet è stata una rivoluzione epocale.
Cogliere le opportunità messe a disposizione dal web
Oggi forse non ci si pensa neanche più, ma ho voluto fare questi passaggi insieme a Te e ripercorrere quella storia per farti proprio ritornare in quei momenti in cui erano tutte novità.
Sembrava fantascienza.
Sembrava incredibile poter vedere comparire quelle cose sul monitor, quando Tu digitavi un indirizzo dopo che avevi sentito il rumorino del tuo modem che si collegava ad internet.
Oggi questo per noi è normale.
Ma è stata una grandissima trasformazione.
Tanto che i Titolari di piccole Attività, di grandi Attività – i Titolari di Studio Dentistico ancora no ma ci arrivo tra un istante – hanno dovuto imparare non soltanto ad usare il web per navigare.
Hanno dovuto imparare anche a capire, intravedere e implementare tutto ciò che serviva per cogliere le opportunità che il web metteva a disposizione. Fino a dover arrivare a – per forza – utilizzare le opportunità che il web metteva a disposizione. Perché ad un certo punto, il fatto di non essere sul web con un sito, aveva iniziato a diventare un problema.
Ecco, questa è stata la Prima Rivoluzione che Persone più o meno della mia (e della tua età, se siamo più o meno coetanei), hanno dovuto gestire nella storia della loro impresa.
Ma non è finita qua.
Anche perché fino al 2004, il Decreto Bersani non era ancora arrivato.
Tutto questo era pre-Decreto Bersani.
I Dentisti non sono stati toccati più di tanto, se non come esseri umani, dall’avvento del web. Ma diciamo che l’impatto sui Consumatori ancora non c’era, perché fondamentalmente c’era una barriera che impediva che il web cominciasse a connettere Pazienti e Studi Dentistici.
La Seconda e Terza Rivoluzione: l’avvento dei Social network e degli Smartphone
Ma andiamo avanti e arriviamo alla Seconda e Terza Rivoluzione delle quali ti parlo insieme, perché sono state molto vicine.
Perché poi, in realtà, come una tempesta perfetta, si sovrappongono all’arrivo del Decreto Bersani.
I Social Network
Nel 2004 c’è stato l’avvento dei Social network. É nato Facebook nel 2004, l’anno dopo se ricordo bene è nato YouTube e subito dopo, nello stesso anno credo, Twitter che oggi si chiama X.
E di fatto, quello ha aperto un nuovo mondo a livello di comunicazione e condivisione dei contenuti e nel concreto, la possibilità di creare un’interazione praticamente in tempo reale, in real time.
Hanno iniziato quindi a entrare nelle nostre vite i Social Network.
Gli Smartphone
E poi, Terza Rivoluzione, tre anni dopo, nel 2007 è uscito il primo iPhone, quello che era solo l’iPhone, che poi poco dopo è diventato l’iPhone 3G o qualcosa di quel tipo.
Di fatto, ha spostato la possibilità per ognuno di noi di navigare sul web ed entrare nei social media non più dal computerone di casa o dal portatile ma con un oggettino di questo tipo, un dispositivo che permetteva alle Persone di navigare.
E tutto questo ha stravolto ulteriormente le cose.
Nel 2007 è finita: è uscito l’ultimo libro di Harry Potter e la magia si è spostata con la nascita dell’iPhone che di fatto reso internet mobile.
E poi, se vogliamo, tutto questo è evoluto ancora, non so se te lo ricordi, nel 2010 il polpo Paul (quello che faceva le previsioni sulle partite dei mondiali)?
Ecco, il 2010 è stato l’anno dei telefonini, tablet, piattaforme di streaming, il cloud… sono nate in quegli anni lì e hanno dato l’ultima spallata alle rivoluzioni tecnologiche.
Internet, social media e smartphone, hanno cambiato tutto.
O meglio:
Un’innovazione tecnologica sufficientemente avanzata è totalmente indistinguibile dalla magia
Il Marketing del dialogo
La comunicazione è diventata ancora più diretta, l’engagement attraverso i contenuti e i feedback, così le Aziende hanno dovuto cominciare a governare il Marketing del dialogo.
Prima erano abituate a fare pubblicità sui giornali, spot radiofonici, spot in tv, al cinema e il Consumatore era lì a guardare queste cose ed era passivo, non poteva rispondere.
Con l’avvento di Internet, Social Media e Smartphone, un’Azienda lancia un suo messaggio e le Persone possono rispondere, possono commentare.
Le Attività hanno dovuto imparare a governare questo scambio, questo dialogo, questo confronto che prima non c’era.
Tutto questo ha permesso di creare – ad un costo decisamente inferiore – brand awareness attorno alla propria Attività, un’attenzione costruita attraverso proprio la presenza su questi canali e il dialogo con le Persone.
Tra l’altro, l’accesso a nuovi mercati, in questo modo è diventato ancora più semplice, perché questi nuovi media hanno messo a disposizione delle forme di investimento pubblicitario che erano estremamente economiche.
Oggi sono decisamente più costose, sono decisamente economiche però se comparate ai media tradizionali. All’inizio erano vergognosamente economiche tanto che il ritorno, il ROAS – il ritorno delle spese di advertising, di pubblicità – era elevatissimo in quei periodi.
Ovviamente però anche qui nuove minacce, la competizione è stata esasperata nuovamente, la reputazione online poteva essere distrutta in una maniera molto rapida, se non governavi quelle interazioni di cui parlavamo prima.
Così come è diventato ancora più necessario, riuscire a rispondere in tempo reale.
Perché se una risposta a una mail te l’aspettavi nel giro di qualche ora, la risposta a un messaggio scritto su un social, te l’aspetti nel giro di qualche minuto.
E quindi, insomma, tutto questo portato ulteriormente delle trasformazioni che hanno poi generato anche il solito “mal di pancia” per la pressione costante.
La Fear Of Missing Out e la nascita di nuove Professioni
Ed è qua che è nata, quella che oggi viene definita italianizzandola la FOMO, la Fear Of Missing Out, la paura di essere escluso, la paura di rimanere fuori.
Perché c’erano un sacco di cose (ci sono ancora) da imparare, da governare proprio per tutte le nuove opportunità che questo metteva a disposizione.
Tanto che, in tutti questi anni, queste tre rivoluzioni tecnologiche, hanno costruito per migliaia e migliaia di Persone nuovi posti di lavoro, proprio di Specialisti collegati al fare tutte le attività che serve fare per poter cogliere queste opportunità.
L’impatto sociale e il cambiamento dell’esperienza di acquisto
Anche perché poi, ovviamente, molto spesso le Imprese hanno cominciato a sfruttare questi strumenti a loro vantaggio.
Ma a loro volta anche i Consumatori hanno cominciato ad utilizzarli. E questo creato un volano che ha ulteriormente trasformato la psicologia e i comportamenti delle Persone, dei Consumatori, dei Clienti, dei Pazienti in generale.
Senza considerare, l’impatto che c’è stato da un punto di vista sociologico sulla validazione sociale, sul postare per apparire, ottenere approvazione (con il “mi piace” e così via), tant’è che da lì poi sono nati tutti quanti gli influencer.
Di fatto, tutti questi canali e la pubblicazione di contenuti, ha trasformato ulteriormente il modo in cui le Persone si informano.
E quindi ha esasperato ulteriormente quello che già internet aveva fatto.
Dall’altra parte però, hanno anche esasperato un po’ la personalizzazione dell’esperienza d’acquisto per un Paziente, o per una Persona, che non doveva più, semplicemente, andare in un negozio o rivolgersi a qualcuno.
Ma poteva già, ancora prima di decidere l’acquisto, creare una relazione personalizzata con qualcuno dall’altra parte che lo guidasse all’acquisto.
Tanto che, sono cambiati profondamente i rapporti con i Brand.
È facilissimo vedere, anche sotto i post di grandissimi Brand, le persone che commentano.
E il “social media coso” alias social media manager che gestisce quelle pagine, se risponde bene, è tutto fantastico e consente di sviluppare ulteriormente la relazione e il legame. Se invece risponde male – sono famosi alcuni caos accaduti come il caso di Pittarello – si generano delle situazioni di caos enormi da gestire proprio a causa di questa interazione.
E cosa hanno dovuto fare i Titolari di Piccole Imprese in una situazione di questo tipo?
Beh, hanno dovuto cominciare a gestire pagine, capire come dialogare in modo diverso, capire come spostare investimenti, di nuovo è cambiato il sistema di interconnessione con il mercato.
Liberi professionisti e Piccoli Imprenditori hanno dovuto imparare ad adattarsi.
Il Decreto Bersani e il cambiamento delle Regole del Gioco
Fino al 2008 i Dentisti sono rimasti lì, tranquilli e sereni a guardare tutto questo accadere sul Mercato e lo vivevano da Consumatori (non dovendo gestire l’altro lato della barricata, in qualità di Titolare di una piccola Attività).
Poi è arrivato il Decreto Bersani, che ha cominciato a fare vedere i suoi effetti.
Dal 2008 che è arrivato, ha cominciato a far vedere dei cambi nelle dinamiche nel 2010 – classico tempo nel quale si generano gli effetti per l’attrito iniziale che c’è – un Dentista come Te, si è trovato a gestire l’impatto di queste tre trasformazioni tutte insieme. +Con il mondo – il Consumatore soprattutto – che ci si era già adattato e che stava già viaggiando molto veloce.
Perché il Consumatore, magari, era già da dieci anni che viveva il web e tutto il resto.
Il Dentista invece si è trovato proiettato all’interno di un treno che viaggiava già alla massima velocità. E quindi forse, è anche per questo che la trasformazione che c’è stata nel Mercato Odontoiatrico dal 2010 in avanti, per tantissimi Titolari è stata così traumatica.
Perché sono cambiate le regole del gioco, c’è stato l’avvento delle catene ed è cambiata tantissimo anche la psicologia dei Consumatori e i loro comportamenti, proprio per l’impatto di queste tre trasformazioni tecnologiche.
Ecco, ti ho parlato di queste cose e ti ho voluto rifare questo excursus, perché oggi siamo punto e capo.
Oggi siamo punto e a capo.
La nuova Rivoluzione Tecnologica: l’avvento dell’Intelligenza Artificiale
È arrivata l’Intelligenza Artificiale e rispetto alle altre trasformazioni (internet, social media, smartphone) è una rivoluzione tecnologica che non ha tanto impatto sul Consumatore.
Ce lo avrà ma adesso non ha tanto impatto sul Consumatore, nel senso che modifica i suoi comportamenti di acquisto oggi: lo farà e ti spiego tra un attimo perché lo farà.
Ma il primo aspetto da considerare è che c’è già, non è arriverà.
É lì, c’è già, esiste già.
E sta già generando benefici all’interno di quelle Attività che sono state capaci di introdurla negli ambiti corretti nel modo corretto.
Il vantaggio competitivo per Liberi Professionisti e Piccoli Imprenditori
E quindi è un potenziale vantaggio competitivo, soprattutto per Liberi Professionisti e Piccoli Imprenditori. Perché, come dico sempre, permette di fare due cose delle quali chi è Titolare di una Piccola Impresa è sempre in sofferenza.
La prima: sbloccare tempo.
Perché permette di fare le cose più velocemente.
Seconda cosa, che è un po’ un effetto combinato, ridurre dei gap di conoscenza.
E di conseguenza, riuscire a fare più facilmente delle attività chiave, che per poter essere fatte magari avrebbero bisogno di ingaggiare dei Professionisti esterni da pagare ma c’è un problema di budget (il classico “cane che si morde la coda” e quindi le cose non funzionano).
L’intelligenza artificiale ormai è qui.
Sì, potevamo parlare del fatto che quando a novembre 2023 tutti hanno iniziato a parlare in maniera massiccia di ChatGPT (ma i nerd tipo me ci stavano già smanettando da tempo storcendo il naso perché in realtà era come interfacciarsi con un bambino che faceva le elementari).
Il fatto è che oggi, a distanza di neanche due anni, stiamo parlando di un salto concreto che permette di ottenere degli output ad un livello completamente diverso. Che è già una risorsa fondamentale per Liberi Professionisti e Piccoli Imprenditori, ancora di più che per le Grandi Aziende, che invece sono molto più elefantiache nell’implementazione di certe cose.
La differenza rispetto alle altre Rivoluzioni Tecnologiche
Ti dicevo che, a differenza delle altre rivoluzioni tecnologiche che, se vogliamo, hanno prima un po’ cambiato il Consumatore e poi hanno forzato le Imprese.
Qua credo che succederà qualcosa di speculare, nel senso che prima arriverà la trasformazione sulle Imprese e poi la trasformazione sui Consumatori.
Perché fra un po’, i Consumatori cominceranno a rendersi conto che in alcuni casi non stanno scrivendo o non stanno parlando con un essere umano. Ma si stanno interfacciando con un’Intelligenza Artificiale che quell’Impresa ha messo a gestire la relazione con i Clienti.
E di conseguenza, la consapevolezza di interfacciarsi con un’Intelligenza Artificiale – e non con un essere umano come magari pensavano di fare – di fatto avrà un impatto sulla loro psicologia, sui loro comportamenti e quindi ci sarà un ulteriore adattamento.
L’opportunità da cogliere per Liberi Professionisti e Piccoli Imprenditori
Oggi, di fatto, l’Intelligenza Artificiale è un’opportunità.
E dal mio punto di vista, ci sono ancora troppi Liberi Professionisti, Piccoli Imprenditori e Titolari di Studio Dentistico che non la stanno cogliendo.
Io sono molto impegnato a sensibilizzare queste tre Figure perché – adesso perdonami se faccio di tutta questa erba un fascio – è una risorsa che ti permette di fare le cose meglio e automatizzare delle attività che sono ripetitive.
E di fatto, l’Intelligenza Artificiale, ti permette di farle in maniera più semplice, ti permette di fare analisi avanzate dei dati.
Durante il percorso di implementazione del Sistema Operativo Profit Monday, ad esempio, io ti spiego come leggere i tuoi dati del Controllo di Gestione. Fare questa cosa richiede comunque del tempo, magari alla Segretaria o al tuo Dental office Manager che ti predigerisce i dati e a Tu che li leggi.
Ma domani – domani inteso come “oggi” – quello stesso cruscotto, con un minimo di competenza, lo puoi far leggere ad un’Intelligenza Artificiale.
Non solo, tra un po’ diventeranno accessibili strumenti per fare diagnosi. Sono impressionanti ad esempio, i risultati che si stanno vedendo da un punto di vista di lettura di tac, di lettura di radiografia. E quindi fra un po’, all’interno dei software radiografici, io mi aspetto che ci saranno strumenti che ti aiutano nella lettura. Stesse considerazioni valgono anche per la chirurgia guidata che viene portata all’ennesima potenza dall’AI.
Ma qui stiamo parlando di implementazioni massicce e strutturali dell’Intelligenza Artificiale.
Io qui, ti voglio parlare invece, del fatto che l’Intelligenza Artificiale – per capirci quella di ChatGPT, di Gemini, Claude o Perplexity – sono tutti quanti strumenti che già oggi ti possono permettere di risparmiare tempo, semplificarti la vita, colmare gap di competenze, migliorare la qualità dei tuoi output, aumentare la quantità dei tuoi output.
Io spesso – se segui il podcast o segui me – durante il corso AI Marketing Team (in cui spiego come creare un Team di Marketing potenziato dall’Intelligenza Artificiale) faccio vedere alle Persone come fare a sorpassare quella paralisi di:
“Ma io non so come si fa questa roba qua… Ma io, anche solo se volessi comunicare con dei post con i miei Pazienti, non so come scrivere quel post.”
E spiego loro che in realtà, l’Intelligenza Artificiale è il loro miglior alleato per colmare quel gap di competenza. E produrre comunque, un contenuto che ahimè può essere anche migliore di quello che l’80% dei Professionisti di quel settore (che poi magari non sono così professionisti) potrebbero fare.
Sì, certamente nel giro di poco ci sarà un impatto su certe professioni decisamente importante (perché poi la produzione dei contenuti è la cosa della quale si parla di più).
Ma oggi, in realtà, si possono fare tante cose più evolute, soprattutto visto che sono evoluti i modelli di ragionamento delle Intelligenze Artificiali. Io, ad esempio, nel momento in cui ogni tanto devo fare delle analisi di bilancio, mi avvalgo dell’AI. E mi domando quale può essere l’impatto su tutto il mondo della contabilità, dei commercialisti, eccetera.
Ma questa è tutta quanta un’altra storia.
Come approcciarsi all’Intelligenza Artificiale
Di fatto l’Intelligenza Artificiale è qua.
E io vedo che la maggior parte delle Persone, sta approcciando la questione probabilmente non nella maniera migliore. E mi rendo conto che ci sono tantissimi Titolari di Studio Dentistico – e lasciami generalizzare perché il tema è molto trasversale – Liberi Professionisti e Piccoli Imprenditori, che non stanno sfruttando il potenziale che l’Intelligenza Artificiale mette loro a disposizione.
Qualcuno? Pochissimi. Sono delle mosche bianche.
A me piace mettermi in mezzo a questi, anzi io sono dal lato dei nerd. Cioè dedico parte delle ore della settimana per studiare, per capire, per ricercare, per mettere insieme degli strumenti, per farli comunicare e trovare delle soluzioni più o meno articolate a dei problemi che devo risolvere.
Fatto sta che c’è qualcuno che comunque ci si è buttato dentro, l’ha implementata nella propria attività e ha cominciato ad avere dei benefici da un punto di vista di efficienza e di automazione.
Ce ne sono altri però che stanno osservando con curiosità, per capire dove porterà tutto questo.
E secondo me è tempo sprecato, è tempo perso.
Perché non è un futuro che arriverà.
È un presente che sta dando già dei benefici a qualcuno. E quindi per me è un po’ sciocco pensare di rimanere indietro.
C’è qualcuno a cui ho visto fare la cosa giusta, cioè: parto, studio degli strumenti AI. Ma poi bloccarsi alle prime difficoltà, ai primi risultati scarsi e puntare il dito dicendo “Non funziona”.
No, non è così.
É semplicemente un tema di utilizzo.
Sì, non è perfetto. Sì, ogni tanto prende le allucinazioni e devi ricontrollare tutto. Ma nella realtà, è che probabilmente bisognava smacchinare tecnicamente un po’ di più.
Poi ci sono quelli che vorrebbero iniziare ma si sentono sopraffatti e non hanno la più pallida idea di dove iniziare. Allora qualcuno di questi fa come lo struzzo che infila la testa sotto la sabbia sperando che quando la ritira fuori dopo un po’ tutto questo sia scomparso.
No! Non è scomparso.
Sarà sempre più permeante ogni aspetto della nostra vita. E tra l’altro, quella dello struzzo, ti ricordo che è una gran brutta posizione. Perché quando sei con la testa infilata sotto la sabbia, in quella posizione “a bandierina” – ti ricordo – che non ti rendi nemmeno conto di quello che potrebbe arrivarti alle spalle.
La Fear Of Missing Out di cui parlavamo prima, tra l’altro, poi è esplosa e c’è qualcuno che comincia a sentire il senso d’urgenza.
Insomma, è un presente.
Non restare lì a guardarti intorno: l’Intelligenza Artificiale è qua. Comincia a muoverti.
7 step per rendere l’Intelligenza Artificiale un tuo Alleato
Arrivati a questo punto, voglio darti la mia Visione.
Sono alcuni semplici passaggi che dovresti adottare, oppure se li stai già facendo, leggili per capire che cosa potresti integrare.
Perché vedo che per me sono stati proprio, passo passo, quello che poi alla fine ho fatto e che mi ha permesso oggi, in modo molto piacevole:
– di poter essere più produttivo e più efficiente;
– di migliorare la qualità degli output;
– di avere dei Team interni che lavorano ad un livello superiore perché sono potenziati dalla AI.
Io riconosco quando internamente vengono fatte delle cose con l’AI ma sorrido sempre. Perché quando vedo un membro del Team dell’Accademia, ad esempio, applicare l’AI nella quotidianità per risparmiare tempo e migliorare gli output, io godo sempre.
Qualche tempo fa ad esempio, ho fatto i complimenti a Francesca.
Dovevamo estrapolare un dato molto complesso dai nostri sistemi di Business Intelligence, per capire un parametro sul quale fare dei ragionamenti. E lei, con le cose che ha imparato e con l’atteggiamento giusto, si è messa lì con l’Intelligenza Artificiale e ha prodotto un risultato corretto che ci avrebbe richiesto degli sbattimenti e delle analisi folli se fatte con excel.
Ecco, questo presente è già qua.
Io sono molto orgoglioso di poter godere di questi benefici e voglio condividere con Te questi punti, per darti un pochettino uno sprone.
Perché in questo Podcast parliamo di consigli, tecniche, tattiche e strategie per migliorare le performance del tuo Studio Dentistico e l’Intelligenza Artificiale, non solo nella relazione con i Pazienti, è assolutamente qualcosa che fa parte di tutto questo.
1° Step: Abbraccia il cambiamento
Prima di tutto abbraccia il cambiamento e vivilo come un’opportunità. Non è un ostacolo, è un’opportunità, non è un qualcosa che ci farà morire tutti.
Per l’amor di Dio, se mi senti parlare di queste cose e ascolti gli altri episodi di questo podcast dedicati all’AI, dico sempre che sono sempre un po’ preoccupato perché lo zio di Spiderman diceva:
“Da un grande potere deriva una grande responsabilità.”
Ecco, c’è qualcuno che ha in mano questo grande potere e quindi io sono sempre fiducioso.
Sì, ogni tanto è un po’ spaventoso ma nel mio essere ottimista, vedo l’opportunità di tutto questo.
Di fatto, considera questo come un’opportunità, considera il plus che ti può dare.
Evita di stare focalizzato solo sul pericolo che c’è, perché di fatto puoi pensarci tutto il tempo ma tanto non cambia gli effetti.
Mettiti nelle condizioni tu di saperlo governare.
2° Step: Pensa prima IA
Seconda cosa che per me è fondamentale – e mi rendo conto che è stato un cambio mio di atteggiamento importante ma mi ha aiutato tantissimo in questa trasformazione – è “pensa prima IA”.
Vale a dire: “Come posso fare questa cosa con l’Intelligenza Artificiale?”
Qualche giorno fa, mi ha fatto moltissimo piacere ricevere un messaggio da Stefano (Stefano è uno dei Dentisti che è all’interno del Quantum LEAP, il nostro programma più avanzato) in cui mi ha detto:
“Andre, ho fatto questo lavoro sui questionari di soddisfazione dei miei Pazienti adesso vorrei fare un’analisi. Visto che ho raccolto i questionari da un punto di vista cartaceo, che ne dici se li faccio valutare dall’Intelligenza Artificiale caricandoglieli?”
Abbiamo dovuto smacchinare, poi Lui ha trovato una soluzione. É stato molto bravo, mi ha fatto veramente sorridere. In pratica, ha fatto esattamente quello, cioè: ho un problema non penso subito a risolverlo in maniera tradizionale ma penso se posso risolverlo con l’Intelligenza Artificiale.
E se posso risolverlo con l’Intelligenza Artificiale mettendo questa cosa a sistema – facendo in modo di gestirla sempre con l’Intelligenza Artificiale – o ho risparmiato tempo, o ho risparmiato denaro, o ho migliorato la velocità, o ho migliorato la qualità dell’output o ho evitato di assumere Persone.
Perché un altro effetto che io ho notato all’interno della nostra Organizzazione o in altre Società che ho, è stato quello di poter fare più cose, senza bisogno di assumere più Persone.
E sappiamo perfettamente l’impatto di uno stipendio all’interno di un bilancio aziendale.
Quindi, come punto n°2: pensa prima AI.
3° Step: Segui la corretta strategia di implementazione dell’AI attraverso 3 strati progressivi
Attento qua, perché vedo commettere un errore nel Chi si affaccia all’Intelligenza Artificiale.
Identifica cose che stai attualmente facendo e che ti rubano un sacco di tempo e poi trova un sistema con un’Intelligenza Artificiale per poter ridurre questo tempo.
L’errore che vedo commettere, è che tante Persone pensano di implementare l’Intelligenza Artificiale nella loro Attività, partendo da quello che non fanno, facendo pensieri del tipo: “l’Intelligenza Artificiale mi permette di fare questa cosa che prima non avevo tempo di fare”.
No, non è il punto dal quale devi partire.
Parti integrando l’Intelligenza Artificiale su cose che fai già e che ti stanno facendo perdere del tempo: delle analisi, la preparazione di documenti, la sezione delle FAQ sul tuo sito web (dall’identificazione alla scrittura delle risposte), la definizione di Procedure Operative Standard, la creazione di contenuti, …
Sono le cose più semplici e più banali.
Cosa ti ruba tempo?
Pensa prima AI e di conseguenza trova un sistema, un’applicazione o uno schema di prompt, che ti permettono di fare questa cosa efficacemente
Questo è il primo ambito nel quale devi integrare l’Intelligenza Artificiale nella tua Attività.
Poi, identifica cose che stai facendo male, nel senso che la qualità degli output non è al livello che vorresti. Ecco questo è il secondo ambito nel quale andare a concentrarti per integrare l’Intelligenza Artificiale nella tua Attività, nel tuo Studio.
Il primo strato di cose, il nocciolo, riguarda quelle che ti fanno perdere un sacco di tempo.
Una volta che hai governato quelle, come secondo strato, espandi e vai a migliorare gli output che non ti soddisfano da un punto di vista qualitativo, di ragionamento e così via.
Terzo ambito: identifica le cose che non stai facendo.
Allora qui sì, entra in gioco il ragionamento:
“Queste cose non le sto facendo perché non ho il tempo e non ho le competenze di farle. Uso l’Intelligenza Artificiale per poter colmare questo gap e lanciare delle cose che non stavo facendo, perché non avevo o il tempo o le competenze”.
Questi sono i tre strati di implementazione e di integrazione dell’Intelligenza Artificiale nella tua Attività – dal mio punto di vista – per godere più velocemente e più concretamente dei benefici, senza rischiare di perderti in una strategia di implementazione, che potrebbe farti perdere un sacco di tempo.
Ovviamente una Persona può dire:
“Ho capito ma devo imparare a fare tutte queste cose qua…”
E allora qui, arriviamo al punto successivo…
Step n°4: Comincia ad imparare
Guarda, parti dal piccolo.
Io ho iniziato dicendomi:
“Voglio dedicare almeno 5/10 minuti al giorno, per andare ad esplorare l’Intelligenza Artificiale, fare dei test, fare delle prove, fare dei tentativi.”
Poi, vabbè, ovviamente frequenta dei corsi ma comincia a fissarti in agenda qualche minuto di tempo.
So che anche Tu hai una marea di cose da fare ma l’impatto che questo ha da un punto di vista di risparmio di tempo è incredibile.
E poi, la vera questione per la quale ti dico di fare questa cosa – e farla subito – è perché fra un po’, il tempo e il denaro che dovrai dedicare per colmare il gap che si genera tra Te e l’Intelligenza Artificiale nella tua Attività, diventa talmente ampio che è molto più costoso di questi 5/10 minuti al giorno.
Guarda poco e aggiornati.
Ecco, e relativamente all’aggiornamento l’altro punto che vedo estremamente importante è il seguente.
Step n° 5: Scegli un set di strumenti e stai su quelli
Io, perché ho avuto questo approccio da ricercatore, e poi da quando ho deciso di spiegare e di insegnare anche queste cose alle Persone, mi sono lanciato dentro diversi strumenti.
Tuttavia, quello che ho capito, è che se arrivi a conoscerne uno veramente bene e usi quello e stai focalizzato su quello, tutto gira più rapidamente.
Se sei un po’ dentro questo mondo potresti dire:
“No ma scusa Andre, ma vedi, però è arrivato Deepseek…”
Sì, lo sono andato a vedere, ma non è quello il nocciolo della questione.
Perché tanto, l’altra piattaforma domani fa un nuovo gap e farà delle cose in più. E allora tu dici: “Vado lì!”.
No, resta dove sei. Perché tanto quella dove sei Tu, domani, butta fuori uno step ulteriore di evoluzione che fa quella cosa lì ancora meglio.
Ecco, io vedo tante Persone saltare o perdersi tra troppi strumenti.
Step n°6: Sperimenta
Scegli degli strumenti, comincia ad avere familiarità con quelli, resta lì e – passaggio successivo – sperimenta.
Anche in quei 5/10 minuti al giorno sperimenta, della serie:
“Ma… Potrei provare a fare questa cosa qua pensando prima AI?”
Fai degli esperimenti.
Non ti preoccupare se l’output è scarso. L’output può essere scarso perché Tu non hai utilizzato l’approccio o la tecnica corretta, o perché il sistema si è preso un’allucinazione, o perché non è realmente capace di fare quello che Tu hai fatto.
In ogni caso, iniziare a fare questi esperimenti, ti dà della competenza, ti dà delle idee, ti dà dei nuovi spunti per fare meglio le cose. E ti fa imparare come fare a governare quando serve – se utilizzi strumenti che hanno bisogno di prompt – il prompt che è il tuo strumento di input per l’Intelligenza Artificiale e di output.
Ecco, un consiglio che ti do, quando cominci ad avere un po’ di abilità, metti a sistema i prompt che usi più spesso.
Il che vuol dire: creati una libreria dove puoi velocemente fare dei copia incolla (e questa è la versione più basilare di mettere a sistema i tuoi prompt) fino a crearti dei piccoli agenti AI che hai specificatamente programmato. Non entro nel tecnico perché altrimenti parliamo di tutt’altro, però I GPTs o gli agenti che puoi creare per fare delle attività ripetitive in una maniera molto più veloce, molto più rapida.
Io ho i miei prompt chiave per le attività ripetitive, soprattutto quelle del tempo di cui ti parlavo che per me sono molto importanti, che sono lì integrate per poter essere più veloce a doverle utilizzare tutte le volte che le devo utilizzare.
Step n° 7: Sii metodico, costante e consistente
Ultimo elemento che ho visto essere fondamentale per implementare tutto questo nel modo corretto: sii metodico, sii costante e sii consistente.
Fai sempre i tuoi 5/10 minuti, fallo con metodicità, fai i tuoi esperimenti, provi, ti intrippi un po’ (non mi è mai capitato di vedere una persona entrare su queste cose e non “inttriparcisi”).
Perché? Perché sono incredibili.
C’è una frase molto bella che dice che:
Un’innovazione tecnologica sufficientemente avanzata è totalmente indistinguibile dalla magia
e in effetti in un certo senso è vero.
Quando vedi che un’Intelligenza Artificiale fa certe cose, sembra magia.
Ma quando Tu governi le richieste che fai e le cose che le fai fare, e ottieni un output che ti sembra magia beh, ho visto tantissime Persone che si sono letteralmente innamorate dell’Intelligenza Artificiale e l’hanno fatta diventare il loro consigliere. Una parte del loro Advisory Board, la loro Assistente Personale, la loro Segretaria, il loro Consulente strategico di Marketing, il loro Copywriter, il loro Content Manager, il loro Data Analyst e così via.
È la quarta rivoluzione, lo so.
Dal mio punto di vista io sono veramente curioso di sapere quali saranno la quinta, la sesta e la settima, da qui a fino a quando ancora sarò ingaggiato e avrò voglia di essere ingaggiato nella gestione delle Attività. Perché per me, è una sfida intellettualmente eccitante e divertente. Dà pepe al gioco!
Sì, dà anche mal di pancia, frustrazione e tutto il resto dover studiare, dover ripartire da capo, ma a me questo piace tantissimo e voglio darti lo sprone di:
“Svegliati! Mettiti a fare qualcosa con l’Intelligenza Artificiale, anche solo per capirne di più!”
Ci sono un sacco di corsi là fuori: alcune cose belle, alcune cose meno, qualsiasi cosa adesso ti può servire per fare un salto di qualità.
Non ti dico nulla relativamente a quello che faccio, se non che sto preparando una cosa nuova oltre ad AI Marketing Team.
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In conclusione
Ti ho parlato di queste cose, perché proprio due giorni fa, ho parlato con una Persona che aveva una sfida professionale davanti importante e non sapeva come saltarci fuori, con anche un po’ di ansia e frustrazione.
Ecco, con un computer, una tastiera e con ChatGPT abbiamo risolto molto bene quella problematica, generando un output notevole, con un risparmio di tempo esagerato.
E ancora una volta ho visto che beneficio può dare – se utilizzata in modo intelligente e strategico – l’Intelligenza Artificiale ad un Libero Professionista che ha davanti a sé una sfida professionale che non ha mai affrontato.
All’interno del tuo Studio Dentistico ci sono tanti ambiti diversi.
L’obiettivo di questa mia puntata, era semplicemente quello di farti alzare un po’ dalla poltrona, cercarti un’AI e cominciare a smanettarci sopra.
Buona integrazione dell’Intelligenza Artificiale… Io ti aspetto nel prossimo episodio. Ciao!
Fammi arrivare la tua Voce!
Il tuo feedback e i tuoi suggerimenti per ulteriori puntate sono molto preziosi.
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