Come essere costanti anche quando hai voglia di mollare
Ti è mai successo qualcosa di simile?
Decidi una cosa. Sei carico, convinto.
“Da oggi divento costante. Voglio essere una persona congruente a ciò che dice di voler fare.”
Magari sono i numeri dello Studio da guardare ogni lunedì.
Magari è occuparti del Marketing dello Studio.
Magari sono i colloqui col Team, sganciarti dalla poltrona per fare meno il Dentista-Professionista e di più il Dentista-Imprenditore, o l’allenamento, o qualsiasi cosa tu ti sia ripromesso.
La prima settimana: fatto.
Ti senti benissimo.
La seconda: fatto. Stai da Dio.
Poi arriva la giornata storta. L’urgenza, il Paziente da incastrare, l’assistente che chiama malata.
“Vabbè, oggi salto. Recupero.”
E quel “recupero domani” non arriva mai.
Una settimana dopo l’altra, quella nuova cosa sparisce dalla tua quotidianità.
E ti ritrovi esattamente al punto di partenza.
Poi ti dici la frase che fa più danni di tutte: “Evidentemente non sono una persona costante. Non sono una persona congruente. Non sono disciplinato”…e mille varianti sul caso.
Ecco. Fermati un attimo.
Non sei tu che sei pigro, incostante o una persona incoerente.
La realtà è che avevi costruito una buona intenzione su una base sbagliata.
E quando la base è sbagliata, molli su tutto. Sui numeri, sul Marketing, sul Team, sulla tua crescita personale, sulla tua forma fisica, su qualsiasi cosa tu decida di fare con costanza.
In questa puntata ti spiego come costruire la capacità di eseguire ripetutamente nel tempo un comportamento orientato a un obiettivo, indipendentemente dall’umore, dalla motivazione o dalle condizioni attorno a te.
Alla fine hai un sistema in 7 mosse, già pronto, da applicare alla prima cosa su cui vuoi finalmente smettere di mollare a metà.
Quale formato scegli?
A questo punto puoi decidere se ascoltare questo argomento grazie alla puntata del podcast “Grassi Risultati in Odontoiatria”, guardare il video oppure se immergerti nella lettura delle mie parole. A Te la scelta!
Qui sotto puoi ascoltare il podcast.
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Oppure continua a leggere.
***
Come essere costanti senza dipendere dalla motivazione
La costanza non è un tratto del carattere.
Non è vero che esistono le persone costanti e le persone incostanti, come se fosse il colore degli occhi.
È vera un’altra cosa: esistono persone che hanno creato, anche involontariamente, un sistema per essere costanti, e persone che non l’hanno fatto e si affidano alla forza di volontà.
E la forza di volontà è il carburante più scarso che hai e la strategia più fallace che tu possa utilizzare.
Pensaci.
Tu, in Studio, sei super costante su tante cose.
Apri tutti i giorni. Rispondi ai Pazienti. Firmi le buste paga ogni mese.
Non è che certi mesi ti viene la motivazione di pagare gli stipendi e altri mesi no.
Lì sei costante perché c’è un sistema: scadenze, automatismi, conseguenze.
Sulle cose che decidi tu, di tua spontanea volontà, invece molli.
Perché lì non c’è nessun sistema.
Ci sei solo tu che ogni mattina decidi se fare quella cosa oppure no.
Quindi la domanda vera non è: “Come trovo più motivazione?”.
La domanda vera è: “Come costruisco un sistema che mi rende costante anche quando la motivazione non c’è?”.
Perché la motivazione, te lo garantisco personalmente, prima o poi non c’è.
Molti credono che io sia una persona super determinata, super costante, sempre motivata, sempre sul pezzo con la voglia di fare.
Non è assolutamente così. Ci sono momenti in cui è esattamente il contrario.
E mi accorgo che, più passano gli anni, più diventano frequenti.
È per questo che, visto che continuo ad avere obiettivi ambiziosi, ho dovuto costruirmi un sistema per essere costante nonostante questi momenti.
Quindi voglio condividere con te questo mio metodo, fatto di 7 stratagemmi, per esserlo anche tu.
Ovviamente è il mio metodo, non è supportato dalla scienza, ma solo dall’efficacia che ha su di me.
Tu sperimentalo, magari ti trovi a dover fare piccole modifiche o integrazioni.
Ma il grosso della struttura funziona molto bene.
Come essere costanti: il metodo in 7 Stratagemmi
Stratagemma 1 — Decidi una volta sola e togli di mezzo le opzioni
Se ogni mattina crei il presupposto che non fare una cosa su cui ti sei impegnato sia un’opzione, perché ti chiedi “lo faccio o non lo faccio oggi?”, hai già perso in partenza.
Perché ti stai affidando alla tua forza di volontà.
E, come abbiamo già detto, è la cosa sulla quale puoi fare meno affidamento.
Le persone che ti sembrano super disciplinate non combattono dentro la loro testa questa battaglia ogni mattina.
Hanno preso una decisione e poi smettono di rimettere in discussione la questione.
Quando decidi una cosa, decidila per davvero.
Definisci quattro cose:
- Cosa fai esattamente.
- Quando lo fai, orario preciso.
- Dove lo fai.
- Cosa significa “fatto”.
Esempio: “Ogni mattina, alle 8, in ufficio, prima di aprire la mail, guardo il piano strategico annuale e la matrice 3×3 per identificare il focus della giornata. Fatto vuol dire aver identificato l’azione più importante da fare oggi.”
Da quel momento il tuo umore segue il piano, non il contrario.
Hai deciso. Punto.
La flessibilità è nel prossimo stratagemma.
Stratagemma 2 — Dimensiona il comportamento per i giorni down, non per quelli in cui sei al Top
Quando decidi una nuova abitudine o un nuovo comportamento da adottare, li decidi in un momento in cui sei al Top. Sei riposato, sei carico, hai la mente libera e focalizzata. E tari l’asticella su quel livello di energia interiore.
“Un’ora ogni lunedì.”
Bellissimo. Ma funziona solo nei lunedì buoni.
Il problema è che nei tuoi lunedì non sei sempre al Top.
Problemi personali o professionali, stanchezza, il figlio con la febbre, la notte storta.
E un sistema che regge solo quando ci sono condizioni perfette smette di funzionare quando non ci sono, cioè la maggior parte delle volte.
La soluzione è definire tre versioni dello stesso comportamento.
Uno: la versione per i giorni down. Il minimo che ti impegni a fare comunque, anche nelle giornate peggiori.
Devi controllare il Controllo di Gestione, ma non ne hai le energie?
Allora, ad esempio, ti dai come soglia minima controllare l’incassato e basta.
Due: la versione per i “giorni normali”. Altro non è che la versione standard del tuo nuovo comportamento o abitudine.
Tre: la versione dei “giorni al Top”. Quando hai energia e tempo, nei quali vai addirittura oltre e fai ancora di più.
La regola è questa: fai sempre almeno una delle 3 e, qualunque versione tu abbia messo in pratica, hai mantenuto la promessa con te stessa o con te stesso. Questo rinforza la tua congruenza, la tua autostima e innesca un circolo virtuoso.
Metti sempre in pratica, come minimo, la versione del giorno down. Senza mai saltarla.
Stratagemma 3 — Quando vuoi eliminare un'abitudine, devi progettare un sostituto
Ogni volta in cui vuoi mollare un’abitudine o un comportamento che non ti serve, ti rallenta o ti sabota, ad esempio: smettere di controllare il telefono ogni due minuti, smettere di fare micromanagement sulla segretaria, smettere di mettere le mani su ogni cosa.
Devi essere consapevole di una trappola di cui pochi sono consapevoli.
Ogni abitudine, anche quella brutta, ci dà qualcosa. Sollievo, distrazione, una sensazione di controllo, una via di fuga.
Se la togli e basta, lasci un buco.
E quel buco tende a riempirsi da solo. Quasi sempre con qualcosa di uguale o peggio.
Togli il telefono dalla scrivania? Inizi a controllare la mail dal computer. Stessa fuga, schermo diverso.
Quindi non basta togliere. Devi sostituire quel comportamento con un altro che ti permette di ottenere la stessa cosa.
Chiediti cosa ti dava davvero quell’abitudine. E sostituiscila con qualcosa che fa lo stesso lavoro, ma ti porta nella direzione giusta.
Se controllavi il telefono per staccare dalla tensione tra un Paziente e l’altro, sostituiscilo con due minuti in cui esci, respiri, bevi un caffè e fai una chiacchierata con un membro del Team.
Stessa funzione. Risultato opposto.
Stratagemma 4 — Misura i comportamenti, non i risultati che generano
Tu parti con un’azione nuova. Diciamo: fare le riunioni del lunedì con la segreteria.
Poi, dopo un paio di settimane, guardi il fatturato e dici: “Non è cambiato niente. Non funziona.”
E molli.
Il problema è che stai guardando la cosa sbagliata.
I risultati – il fatturato, il profitto disponibile, la saturazione delle poltrone – arrivano sempre come una gratificazione posticipata che ha bisogno di tempo per realizzarsi.
Lo Studio che hai oggi non è il risultato di quello che hai fatto questa settimana. È il risultato delle abitudini che hai accumulato negli ultimi tempi.
Se misuri i risultati a breve, ti sembra sempre che non funzioni niente. E cambi strada. E ricominci da zero.
È come quello che prova 16 diete in un anno e poi dice: “Non ne funziona nessuna”. No. Non hai dato il tempo a nessuna di funzionare, perché le hai cambiate tutte troppo presto.
Allora cambia metro di misura.
Non misurare i risultati dei tuoi comportamenti. All’inizio, per un tempo congruente alla cosa di cui si sta parlando, misura solo quante volte hai adottato il comportamento.
A fine giornata, una domanda sola: l’hai fatto, sì o no?
A fine settimana: ho fatto il mio minimo tutti i giorni?
Se la risposta è sì, è una vittoria.
Anche se sul conto non si vede ancora un cambiamento.
E continua così.
Perché le azioni giuste, ripetute, i risultati li producono. Solo che lo fanno nel medio termine, non nel breve.
Prima di andare avanti con le ultime tre leve, scrivimi nei commenti: qual è la cosa su cui parti sempre carico e poi molli dopo due settimane?
Sono curioso di saperlo.
Tra l’altro, scrivendola la metti a fuoco e ti può essere utile per il lavoro che ti sto spiegando.
Stratagemma 5 — Chiudi i conti con la giornata, ogni sera
Le persone che mollano fanno una di queste due cose, e tutte e due sono sbagliate.
O al primo intoppo buttano via tutto e si demoralizzano.
O ignorano i segnali finché il loro sistema crolla del tutto.
Il successo sta in un piccolo controllo quotidiano.
Ogni sera o ogni mattina, due minuti. Tre domande.
Io personalmente lo faccio al mattino nella mia routine di Journaling.
Cosa ha funzionato oggi?
Cosa non ha funzionato?
Qual è la piccola correzione che devo inserire domani?
Non rifai il piano. Fai solo Fine Tuning.
Uccidi il mostro finché è piccolo.
Un problemino nel tuo piano, se lo vedi stasera, lo sistemi domani con una correzione minima. Se aspetti che diventi grande, diventa un mostro difficile da sconfiggere.
Stratagemma 6 — Se è solo nella tua testa è a rischio. Tiralo fuori
Per far funzionare ancora di più tutti gli stratagemmi precedenti, questo ti viene in grande aiuto.
Ognuna delle cose di cui abbiamo parlato vive principalmente nella tua testa.
E la tua testa è esattamente anche il posto nel quale le scuse giocano in casa.
E le scuse te le racconti benissimo. E ci credi pure.
“Oggi proprio non potevo.”
“Questa settimana è stata un casino.”
“Recupero la prossima.”
Mentire a noi stessi non ci costa niente.
Ma prova a dover spiegare a una persona di cui ti importa il giudizio perché questa settimana non hai fatto le cose che avevi promesso.
Lì il prezzo emotivo cambia. Lì la scusa, detta ad alta voce a qualcun altro, ti suona infantile mentre la pronunci.
Siamo fatti così. Teniamo molto più alla figura che facciamo davanti agli altri che a quella che facciamo davanti a noi stessi.
Aperta parentesi: non rendendoci nemmeno conto che è forse la principale causa per arrivare ad avere una bassa autostima. Chiusa parentesi.
Quindi usa questa cosa a tuo favore.
Scegli una persona.
Il tuo socio, un collega Titolare, un mentore, qualcuno che stimi e che non ti lascia scappare quando tiri fuori le scusette.
E prendi un impegno preciso con lui: ogni settimana gli riporti se hai fatto o non hai fatto quello che dovevi fare.
Cadenza fissa. Settimanale, non mensile. Cosa hai fatto, cosa non hai fatto, perché. E, quando puoi, porta la prova. I numeri, lo screenshot, il fatto concreto. Così non puoi barare nemmeno volendo.
Smetti di tirare il carretto da solo anche sulla tua disciplina.
Da solo è facile mollare. Quando qualcuno ti aspetta al varco, è tutta un’altra storia.
Stratagemma 7 — Lega la nuova abitudine a una che hai già
Ti dico subito una cosa.
Questo stratagemma, per logica, avrei dovuto dartelo molto prima. Certamente nei primi 3. Perché risolve il problema più stupido e più letale di tutti.
La maggior parte delle volte non sei incostante perché ti manca la volontà.
Sei incostante perché, a fine giornata, non hai fatto qualcosa non perché non volevi, ma perché non ci hai proprio pensato.
Te ne sei semplicemente dimenticato.
Perché sei ostacolato dalla routine che ti propone automaticamente i vecchi comportamenti.
Quindi la domanda diventa: come puoi ricordarti le cose nuove che vuoi fare, senza fare affidamento solo sulla memoria, che è inaffidabile quanto la motivazione?
Uno stratagemma semplice ma funzionale è incollare la nuova abitudine a una cosa che già fai tutti i giorni.
Quella cosa diventa l’innesco.
“Appena entro in Studio al mattino controllo l’elenco dei PdC in sospeso e do feedback alla Segreteria o ai Collaboratori.”
“Mentre aspetto che esca il primo caffè, pianifico quando parlare con quella persona.”
Vedi cosa cambia?
Non devi ricordarti di essere costante. La cosa che già fai senza pensarci si tira dietro quella nuova.
È l’aggancio più affidabile che esiste. Più di una sveglia, più di un promemoria, più della tua buona intenzione.
Anche se avrebbe dovuto essere uno dei primi Stratagemmi, te l’ho detto per ultimo perché voglio che te lo ricordi bene.
Senza l’aggancio, gli altri restano un bel piano che ti dimentichi di eseguire.
Come essere costanti nel tempo: adesso tocca a te
Se non passi all’azione, tutto quello che hai letto oggi non ti serve a niente.
Quindi facciamo una cosa, adesso.
Prendi una cosa sola. Quella su cui parti sempre carico e poi molli.
E scrivila con le quattro dimensioni del primo stratagemma: cosa, quando, dove, cosa vuol dire “fatto”.
Poi aggiungici la versione da giorno brutto: il minimo che fai comunque, anche nella giornata peggiore.
E infine manda un messaggio, oggi, a una persona che può tenerti d’occhio. Dille: “Ogni venerdì ti riporto se l’ho fatto.”
Fallo adesso. Non domani. Ora.
Dalla costanza personale a un sistema per lo Studio Dentistico
Se vuoi che a tenere insieme tutto questo, la tua costanza e quella del tuo Team, ci sia un sistema costruito apposta per lo Studio Dentistico, e non una raccolta di buoni propositi sparsi, esiste il Profit Monday Operating System.
È il primo Sistema Operativo per lo Studio Dentistico.
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Non devi inventare niente da zero. Ti basta applicare quello che funziona già per migliaia di Titolari come te.
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La differenza tra un Titolare che cresce e uno che resta fermo non è la motivazione.
È che uno ha costruito un sistema, e l’altro aspetta ancora di “trovare la disciplina”.
Tu cosa scegli?
Io ti aspetto nel prossimo episodio.
Ciao!
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