Come costruire e gestire il Team di Igienisti Dentali

Bentornato o Bentornata in questa nuova puntata di Grassi Risultati in Odontoiatria.

Nello scorso episodio abbiamo iniziato una bellissima intervista con un Odontoiatra e un’Igienista Dentale: un Titolare di Studio e sua moglie, che hanno creato una bellissima Impresa Odontoiatrica.

Hanno iniziato a condividere con noi le loro strategie, perché il loro Studio sta concretizzando negli ultimi anni un’importante crescita costante, creata attorno a due strategie molto potenti di marketing interno.

Se ancora non l’hai fatto, ti consiglio assolutamente di andare ad ascoltare la scorsa puntata per poter seguire il flusso logico dell’intervista.
Abbiamo toccato il ruolo cruciale dell’Igiene Dentale e di quanto nel loro Studio Dentistico sia il motore del Profitto.

Clicca qui e vai all’articolo dedicato “Far crescere lo Studio attraverso gli strumenti di Marketing Interno”

 

Ci siamo lasciati con una serie di domande che vorrei fare loro, relativamente a come è organizzato il Team degli Igienisti.
In questa puntata vedremo come li selezionano e che azioni mettono in campo per il loro corretto e proficuo inserimento nello Studio.

Il nostro scopo è far sì che anche Tu possa prendere degli spunti per l’organizzazione del tuo Studio
Dentistico.

 

Quale formato scegli?

 

A questo punto puoi decidere se ascoltare questo argomento grazie alla puntata del podcast “Grassi Risultati in Odontoiatria”, guardare la video-intervista oppure se immergerti nella lettura delle mie parole.
A Te la scelta!

 

Qui sotto puoi ascoltare il podcast

Qui puoi guardare il video


Oppure continua a leggere.

 

***

Andrea:

Ciao Emilia, ciao Valter.
Bentornati in questo secondo episodio.

La scorsa puntata ci siamo lasciati con una domanda di collegamento con questo episodio.

Dopo che ci avete raccontato di quanto l’Igiene vi permette di saturare le poltrone e di quanto l’indotto dell’Igiene è importante per l’aumento di fatturato e di profitto del vostro Studio, vi ho ricordato una chiacchierata che avevamo fatto durante il Quantum Leap.

 

Nota:
Il Quantum Leap è il programma più avanzato in Accademia, nel quale entrano solo alcuni selezionati Titolari di Studio Dentistico che sono fortemente orientati a mettere in atto una crescita basata sulla qualità e sull’etica professionale.

 

Ricordo molto bene che fino a fine del 2001 eravate in una carenza incredibile di Igienisti Dentali.

Poi a gennaio si è sbloccato qualcosa che vi ha permesso di avere l’attuale Team di Igienisti Dentali capitanato da Emilia più altre tre Persone.
É corretto?

 

Valter:

Corretto.

 

Andrea:

Ok. Quindi che cosa è cambiato? Che click c’è stato? Cosa vi ha permesso di fare questa inversione?

 

Domanda n. 1:
“Come avete fatto a trovare gli Igienisti Dentali?”

 

Tutto è iniziato da una considerazione che facevamo tra noi della serie:
“Dovremmo cercare un’Igienista…”

Un’affermazione che facevamo con la stessa genericità con cui a volte si dice “Dovrei mettermi a dieta…”

Stavamo facendo quindi l’errore di non dare la giusta conformazione ad un obiettivo.
E questo certamente non rispettava i canoni dell’approccio del Mental Coach.

Ne parlavamo tra di noi e con le Assistenti ma senza dare una reale concretezza, pertanto l’Igienista non arrivava.

 

Andrea:

Quindi Voi parlavate di avere un’Igienista, non cercavate un’Igienista!

 

Nota:

In merito all’approccio del Mental Coach, colgo l’occasione per ricordarti che Valter ed Emilia sono
Entrambi Mental Coach certificati e hanno usato le competenze di comunicazione efficaci – tipiche della professione del Coach – per potenziare la relazione Medico-Paziente.

 

Il processo di selezione di un’Igienista Dentale

 

Valter:

Dalla fase in cui ci limitavamo ad esprimere l’idea di avere un’Igienista, siamo passati all’azione e abbiamo incominciato a cercarla utilizzando i canali d’uso comune per la ricerca del personale.

Ma quel processo di ricerca non ha portato risultati.

Per questo, l’anno scorso, abbiamo deciso di muoverci diversamente.
Abbiamo contattato una serie di nostri partner professionali, che quindi conoscevano il nostro Studio, chiedendogli se riuscivano ad aiutarci in questa ricerca.

 

Andrea:

Avete coinvolto quindi i vostri Fornitori, avete chiesto supporto magari agli Agenti che frequentavano conoscevano la vostra zona e conoscevano il territorio…

 

Valter:

Sì, anche i Responsabili di Area, che gestiscono una zona un poco più ampia e le Associazioni di Categoria delle Igieniste.

Da lì, si può dire che è “scattata la magia” perché abbiamo cominciato ad avere delle proposte e siamo arrivati al numero attuale.

É sempre una sfida trovare la persona giusta, al momento giusto, nel posto giusto.
Perché “Igieniste vuol dir tanto”. È una categoria di Persone certamente formate e noi cerchiamo Persone che siano allineate al nostro modo di operare in Studio.

E ciò perché, se così non fosse andremmo ad inserire nella Catena un anello non allineato con gli altri.

Cosa vogliamo?

Noi vogliamo un’energia fresca e propositiva che possa allinearsi al nostro pensiero.
Abbiamo scelto persone giovani che potessero avere la disponibilità di fare della formazione e che avessero un substrato di livello empatico.
Le Persone infatti vengono inserite in un percorso di formazione che abbiamo strutturato all’interno dello Studio.

 

Domanda n. 2:
“Quali competenze ricercare e sviluppare?”

 

Andrea:

Formazione tecnica o formazione anche di sviluppo personale?

 

Competenze tecniche e atteggiamento

 

Valter:

Allora formazione tecnica….80% sviluppo personale.

Nell’area personale andiamo a dare delle strategie di crescita alle Persone che lavorano con noi.
Ovviamente la selezione iniziale sta nello scegliere quelle persone che desiderano crescere a livello anche personale e non solo clinico.

 

Andrea:

Faccio una domanda rivolta ad Entrambi:

“A cosa date più importanza? Alla competenza clinica che le Persone che incontrate già hanno o al loro atteggiamento?”

O non so se c’è una via di mezzo…

 

Valter:

Beh, se fosse possibile direi 100 e 100.
Come ho detto nella puntata precedente, diamo per scontato che una Persona deve essere preparata clinicamente.

 

Andrea:

Per voi è “un must”, cioè deve avere quella competenza clinica necessaria.

 

Valter:

Sì.
Perché i nostri Pazienti, sono Pazienti storici di Emilia. Pertanto devono passare a delle Persone, che abbiano le stesse capacità e lo stesso valore trasferito nella prestazione clinica.

È vero che la prestazione clinica, secondo me, è un valore che si acquisisce molto più facilmente con la pratica…
Guidando una Persona nel giusto modo, dandole gli strumenti e il tempo necessario, siamo convinti – e la nostra storia ce lo ha confermato – che il risultato lo si raggiunge.

Nell’altro ambito, la Persona deve avere una grande disponibilità.
Se non ce l’ha, se è una Persona chiusa che non vuole evolvere in quel senso, è decisamente una sfida più provante.

Per questo io do molto valore alla base di volontà di crescita personale.

 

Emilia:

Per me questo aspetto è assolutamente necessario proprio perché, come dicevo nella scorsa puntata, c’è un aspetto fondamentale che contraddistingue la figura dell’Igienista da quella dell’Odontoiatra.

Noi Igienisti infatti, creiamo una relazione regolare con il Paziente in virtù della periodicità delle sedute di igiene.

Questo ci consente di instaurare un rapporto quasi di amicizia. Io ho dei Pazienti che quando vengono in visita mi raccontano anche situazioni della loro vita privata…Pensa che mi hanno definita “l’Igienista Mentale” proprio per la mia predisposizione all’ascolto – e alla comprensione – dell’altro.

A me serve moltissimo “conoscere l’Altro” proprio da un punto di vista clinico, per potergli essere quanto più utile con quello gli faccio.

Questa è la mia etica, perché mi piace molto poter essere d’aiuto.
E so che se conosco di Te un determinato aspetto, so anche che per motivarti, posso spingere su quell’aspetto.

 

Ti faccio un esempio.

Ho un Paziente che di professione fa il camionista e che quindi ha la possibilità di dedicarsi del tempo, solo in certi momenti.
Se io non avessi saputo quali erano i suoi ritmi di lavoro, come avrei potuto motivarlo correttamente sul momento in cui lavarsi i denti e quali strumenti fornirgli?

É una sfida che ho vinto con questo camionista, che è tornato da me con un’igiene meravigliosa.

E questo è accaduto perché io mi sono avvicinata a Lui: io ho capito le sue esigenze, non Lui le mie.
Io non ti do istruzioni e Tu le esegui.
Io mi metto nella condizione di insegnarti qualcosa che va bene per Te.

 

Questo è ciò che vogliamo trasmettere anche agli altri Igienisti: dobbiamo aiutare la Persona davanti a noi.

 

Andrea:

Quindi, competenza tecnica sì ma con l’occhio di riguardo verso quegli elementi di atteggiamento legati proprio all’attenzione anche verso il prossimo.

 

 

Domanda n. 3:
“Le restrizioni degli ultimi due anni che impatto hanno avuto sulla formazione?”

 

 

Emilia ti chiedo una cosa perché era una riflessione che stavo facendo, chiacchierando con alcuni giovanissimi Igienisti “freschi di formazione”.

In questi due anni di covid, il tirocinio formativo in molti casi è stato saltato e quindi la parte pratica è stata pressoché azzerata nella maggior parte dei casi.

Secondo Te questo avrà un impatto su queste generazioni di Igienisti?
Oppure entrando in uno Studio ben organizzato, possono riuscire a recuperare?

La realtà dei fatti è che molti di Loro conoscono la teoria ma poi della parte pratica hanno fatto poco e niente.

 

Formazione Universitaria e Percorsi Integrativi

 

Emilia:

Penso che sia stato sicuramente penalizzante per loro e credo che la maggior parte di quelli che vogliono fare bene la professione, stiano cercando di migliorare anche da un punto di vista clinico.

Vale a dire che partecipano a dei discorsi e si mettono in gioco.

A qualunque Igienista infatti io direi:

“Partecipa a tutti i corsi possibili e immaginabili.”

 

Dopo che mi sono laureata ho partecipato a moltissimi corsi per migliorare le mie capacità di lavoro.
Pertanto, a mio avviso, questo è quello che ancora di più dovranno fare: sia da un punto di vista clinico che di relazione.

Il miglioramento non è soltanto nell’ambito clinico perché la parte di relazione, all’interno della formazione clinica manca.

Noi – sia Igienisti che Odontoiatri – non abbiamo una parte che ci insegna come comportarci con un Paziente.
E non capisco perché ancora non abbiano provveduto in tal senso.

 

Andrea:

Mi hanno invitato in alcuni percorsi formativi, per cominciare a toccare questi argomenti con gli Igienisti Dentali.

E tempo addietro, mi erano state assegnate delle docenze al Corso di Laurea in Odontoiatria.
Lo scopo era quello di cominciare a mettere in testa all’Odontoiatra la gestione dello Studio in senso più ampio rispetto solamente alla parte clinica.

 

Io credo che, restando nell’ambito degli Igienisti e degli Odontoiatri, il sistema universitario formi molto sulla parte operativa dell’erogazione della prestazione ma non dia a queste due Figure Professionali, formazione su ciò che c’è attorno.

Che, nel caso dell’Igienista, è la gestione del rapporto con il Paziente e per l’Odontoiatra è la gestione dello Studio Dentistico.

E credo che molti Igienisti Dentali, abbiano in realtà una percezione molto limitata del loro ruolo fondamentale all’interno dell’ecosistema di uno Studio Dentistico.

 

Emilia:

E ti dico di più: questo ti dà un maggior valore.
Nel momento in cui mi preparo ed imparo cose nuove, ho la possibilità di propormi ad un Odontoiatra con un valore differente.

E l’Odontoiatra, se è attento, lo percepisce.

Questo aspetto l’ho condiviso quando abbiamo fatto i gruppi con gli Igienisti più giovani.

Gli ho proprio detto:

“Ragazzi, datevi valore! Migliorate, imparate, proponete: questo vi dà la possibilità di avere una relazione diversa con l’Odontoiatra. Sennò rimane sempre quel distacco che non permette, ad Entrambi, di fare un lavoro fatto bene.”

 

Questa sicuramente è la cosa importante e l’ho evidenziata anche durante i colloqui che ho fatto io.
In quel contesto ho messo il punto su questo aspetto, tant’è che abbiamo selezionato alcune persone perché erano su questa linea.

Alcuni di loro, li ho proprio visti illuminarsi e mi hanno confermato il loro essere assolutamente allineati con questo pensiero.

 

Domanda n. 4:
“Come organizzare il Team di Igienisti e Collaboratori Esterni?”

 

Andrea:

A livello di impostazione complessiva, come avete inserito il gruppo di Igienisti e, espandendo il ragionamento, i Collaboratori in generale?

 

Il senso di Appartenenza

 

Spesso accade che quando viene inserito un Collaboratore Esterno nello Studio, questo crea un “piccolo ducato” alla sua poltrona.

Decide un po’ in autonomia come lavorare e, in linea di massima, si sente un Collaboratore “interno con un piede fuori”.

Ed in linea generale, il Collaboratore Esterno, proprio per il fatto che lavora in più Studi, non sente un senso di appartenenza verso nessuno Studio.

Nel vostro Studio, invece, c’è una dinamica completamente diversa.

Come avete organizzato a livello operativo e di integrazione nel Team, il gruppo di Igienisti Dentali e Collaboratori in generale?
Qualche consiglio e qualche errore da evitare…

 

Emilia:

All’inizio mi sono chiesta “come inserire i nuovi Igienisti” visto che io sono in Studio da tanti anni e quindi, chiaramente molti Pazienti sono affezionati a me.

 

Andrea:

Perfetto, dicci anche come hai fatto a passare alcuni tuoi Pazienti ad altri perché in molti credono di essere schiavi del fatto che il Paziente voglia lavorare solamente con una determinata Persona.

 

Come effettuare “il passaggio” dei Pazienti ai nuovi Collaboratori

 

Emilia:

Innanzitutto mi sono fatta un’autoanalisi e mi sono chiesta dove ottenevo i migliori risultati e con quali tipi di persone.
Sono partita quindi dall’individuare il mio target ed ho visto che io lavoro di più con gli adulti, specialmente con le donne.

Molto lentamente ho passato i Pazienti più giovani e i bambini agli Igienisti più giovani.
E l’ho fatto anche perché si può instaurare tra loro una relazione più diretta basata grazie alla maggior affinità anagrafica.

Nei casi in cui invece, la vicinanza in termini di età non c’era, mi sono mossa in prima persona con il Paziente stesso presentando l’Igienista.
Creavo quindi l’occasione per rassicurare il Paziente del fatto che lo stavo mettendo nelle ottime mani di un Igienista giovane ma molto preparato.

A tutti gli effetti ho dato valore a Chi stava lavorando.

Ciò che fa la differenza non il ritenersi “il Migliore” ma tenere sempre a mente che siamo tutti Bravi e Tutti dobbiamo essere i Migliori nel nostro settore.

Ognuno infatti può apportare un grandissimo valore.

Volendo fare un esempio, un’Igienista giovane magari è più efficace nel motivare un Ragazzo a effettuare uno sbiancamento, rispetto a quanto potrei fare io.

Oppure, riescono ad entrare più in empatia con un bambino, perché sono spontanei e naturali nel mettere in campo un approccio più giocoso.

È un elemento chiave vedere quali sono i nostri punti di forza e anche i nostri limiti.

Nel momento in cui sono consapevole dei miei limiti, indirizzo con piacere un certo Paziente ad un altro Operatore, scegliendo così di dedicarmi a mettere in campo i miei punti di forza con altri Pazienti.

Questa è stata la mia idea e lo sarà sempre di più, cioè avere io un certo tipo di persone ed indirizzare le altre ai miei Collaboratori.

Oltre a ciò è sempre determinante anche l’ottima presentazione da parte dell’Odontoiatra che parla di noi Igienisti come “fiore all’occhiello dello Studio”.

Ed è importante che Tutti gli Odontoiatri agiscano in tal senso.
Questo è assolutamente fondamentale per creare una relazione diversa.

Il fatto che all’interno degli Studi invece ci sia una grossa differenza di livello di importanza tra queste due Figure Professionali, è un grosso problema.

La tendenza a posizionare l’Odontoiatra ad un livello alto e l’Igienista in basso fa sì che tutto il sistema ne risenta e non funzioni.

Le cose funzionano e i risultati si raggiungono, se invece ci si guarda posizionandoci sullo stesso livello.

E questo produce effetti positivi sia per l’Odontoiatra imprenditore, che ottiene dei ritorni nettamente maggiori, che per l’Igienista che vive meglio la sua professione.

 

Valter:

Io, come ho detto anche nella scorsa puntata, ho creduto e credo fermamente che l’Igienista sia una parte Figura fondamentale.

Tant’è che quando io propongo il passaggio con gli Igienisti, sono io in primis a crederci perché vedo la necessità.

Stimo molto la squadra di Igienisti che abbiamo creato e credo profondamente nell’importanza del loro ruolo.

Peraltro, nel costruire il nostro Team, abbiamo deciso di scommettere su delle Persone che avessero visibilmente entusiasmo.
Entusiasmo nei confronti del lavoro, della voglia di imparare e di essere parte di una squadra.

Questo è un carattere che accomuna Tutti: Odontoiatri, Igienisti e ASO.

Vedi, nella maggior parte dei casi, quando un Odontoiatra o un’Igienista si presenta in Studio per un colloquio, punta molto sul voler dimostrare con orgoglio la propria bravura clinica.

Pertanto, io ed Emilia nel caso di Igienisti, oppure io e la Segretaria Amministrativa nel caso di Odontoiatri, valutiamo la competenza clinica.
Considera che in molti ci tengono ad aprire il loro Mac e mostrarci i lavori che hanno fatto..!

Ma il vero valore aggiunto apportato da questi Professionisti, lo percepiamo in un secondo momento. Quando cioè, dai feedback dei Pazienti, emerge non solo la qualità del lavoro eseguito ma l’entusiasmo trasmesso.

Il Paziente infatti percepisce l’energia trasmessa ed è questo che mi fa essere contento del Collaboratore.

Non è quella presentazione che magari mi ha mostrato sul suo Mac che mi fa essere contento. È l’entusiasmo che vedo quando deve affrontare il Paziente, parlarci e motivarlo.

Vorrei ricollegarmi alla domanda di poc’anzi in merito a “quanto conta la parte clinica e quanto conta l’atteggiamento”.

Per quanto riguarda me stesso, la svolta è stata la crescita personale.
La crescita clinica ovviamente deve esserci perché dobbiamo formarci e dare un buon livello.
Ma è la crescita personale, la capacità di comunicare, la capacità di trasferire ciò che è dentro di noi alla persona che sta di fronte a noi, quello che ci permette di fare il salto.

 

Andrea:

Quando parlo con i Titolare di Studio che devono selezionare delle Persone da inserire nello Studio, dico sempre una cosa.
“Una competenza una Persona la può imparare e quindi gliela posso insegnare.
Un’attività si può imparare e una competenza si può acquisire.
Ma una persona che non ha entusiasmo, che non ha energia o che ha un modo di porsi poco piacevole, è difficile cambiarla.”

Anche io credo profondamente nella crescita personale e che ognuno di noi abbia il potere di crescere e cambiare. Tuttavia dobbiamo sempre considerare che siamo in un contesto lavorativo e quindi dobbiamo chiederci:
“Quanto tempo ho per fare crescere questa Persona? Quanto tempo è richiesto a questa persona per fare quella trasformazione?”

Un non entusiasta, ammesso che abbia la volontà di farlo, ha bisogno di molto tempo per diventare entusiasta.

Nella scorsa puntata ricordo che hai fatto un passaggio in merito al fatto che Voi cercate Persone che abbiano la voglia di crescere e di imparare delle cose nuove.
E ciò è chiaro perché se un nuovo Collaboratore arriva con la convinzione di saper già fare tutto,
è un approccio sicuramente limitante.

Perché magari è vero che “sa fare tutto” ma non sa come farlo all’interno del vostro Studio.

 

Domanda n. 5:
“Ogni Igienista opera secondo una sua modalità oppure l’esperienza che vive il Paziente è la medesima a prescindere dall’Operatore?”

 

É una domanda quindi relativa all’organizzazione degli Igienisti Dentali e ve la dettaglio con un esempio.

Io vengo in Studio oggi e faccio l’igiene con Emilia. Dopo 3 mesi faccio l’igiene con un altro Igienista. Dopo altri 3 mesi con un Altro ancora e al successivo richiamo con l’Altro.

Quindi, di fatto, ho girato i 4 Igienisti che avete.

L’esperienza che io vivo a livello di accoglienza è uguale oppure ci sono delle differenze?
Ad esempio c’è quello che mi scatta le foto e quello che non me le scatta, c’è quello che mi mette il liquido rilevatore e poi mi scatta la foto, c’è quello che mi fa guardare allo specchio, eccetera.

Nel vostro Studio è così o c’è una sorta di uniformità e quindi ogni Operatore segue lo stesso modus operandi?

 

Emilia:

Non c’è un modus operandi fisso ma c’è una base, vale a dire che Tutti dobbiamo utilizzare degli strumenti secondo un determinato protocollo.

In tutto questo, poi, Ognuno mette la sua differenza perché c’è Chi punta di più su una cosa e Chi punta di più su un’altra.

L’uniformità della prestazione

 

Andrea:

Quindi avete uno scheletro generale uguale per Tutti

Emilia:

Certo.

Abbiamo un protocollo standard di base e poi, come dico io: “Mettici il tuo estro, la tua fantasia e la tua personalità”.

Questo per noi è sempre un qualcosa che fa la differenza.
Perché se così non fosse, tutto diventerebbe troppo schematizzato e secondo me non sarebbe neanche possibile, perché è giusto che ognuno ci metta il proprio “carattere”.

Ed è per questo che magari può accadere che un Paziente ci esprima comunque una sua preferenza.
E ciò non è un problema, anzi: diamo valore anche alla personalità di ognuno di noi.

Non siamo Tutti uguali, non dobbiamo dire Tutti le stesse cose.
Abbiamo un obiettivo comune che è quello di fare i giusti passaggi, di arrivare a un determinato livello di salute del Paziente e di motivarlo nel modo migliore.

E questo non solo è molto apprezzato dagli Igienisti giovani ma contribuisce proprio a fare la differenza.

 

Valter:

Questo fa parte della credibilità, che è un aspetto fondamentale..

Il concetto di base è:

“Ok, Tutti lavoriamo con questo schema, che è lo scheletro di base. Dopodiché io sono credibile se faccio la mia parte”.

Andrea:

È molto importante questo passaggio.
Tanti Titolari di Studio commettono l’errore di non avere quel protocollo di base di cui state parlando.

Io sono d’accordissimo, siamo molto allineati, sulla logica del “Ho un protocollo di base”.

Ed è un po’ come anche io faccio nel mio mestiere.
Quando i nostri Trainer vanno ad erogare un corso, lo scheletro del corso è il medesimo per Tutti ma poi, Ognuno aggiunge valore con la propria personalità.

Un grave errore organizzativo commesso da molti Studi

 

Molti Titolari di Studio per quanto riguarda ad esempio l’Igiene, in realtà hanno un Team di collaboratori che lavorano in modo molto diverso.

Ciò accade perché non c’è quel protocollo di base di cui state parlando.

E quando è così, il concetto della “preferenza di un Operatore rispetto ad un altro” viene esasperato perché il Paziente si fidelizza all’Operatore e non al metodo di lavoro dello Studio.

Da questo si generano due problemi:

  1. se tutti i Pazienti vogliono un determinato Operatore, si genera il caos in Studio perché non si riesce a fare la pianificazione in modo adeguato, saturando le agende correttamente;
  2. se l’Operatore per una qualsiasi ragione cambia Studio, si porta via anche una percentuale di Pazienti proprio perché sono fidelizzati all’Operatore e non al sistema dello Studio.

Avere invece un protocollo trasversale su cui, poi, il Singolo dà il proprio valore aggiunto è assolutamente il meglio che si possa fare.

 

Domanda n. 6
“C’è qualche consiglio che dareste ai Titolari di Studio per quanto riguarda la gestione e l’organizzazione del team dei Collaboratori (in generale, non solo degli Igienisti)?”

 

Valter:

Il  consiglio che posso dare a Tutti, è di vedere le Risorse Umane come un grande valore per la Struttura e non come un costo.

Finché questo elemento viene visto come un costo, lo Studio non decolla.
Perché vivi tutto come una zavorra: l’Assistente in più è un costo, la Segretaria in più è un costo, …

Io negli anni ho visto il grande valore che ha portato ogni Persona che ho inserito e non mi sono preoccupato del loro costo.

È ovvio che deve essere una Risorsa che deve essere allineata ai nostri valori, perché è così che l’Odontoiatra, la Segretaria Amministrativa e l’Igienista sono un arricchimento per lo Studio.

Trovare un compromesso per la retribuzione

 

Vorrei aprire una piccola parentesi a favore degli Odontoiatri.
Quando gli Igienisti si presentano, accade che chiedano un compenso elevato e per giustificare la loro richiesta, indicano nel dettaglio il loro bagaglio di competenze e le attrezzature che utilizzano.

Nell’ottica win-win, il compromesso sul compenso, lo si trova mettendo sul piatto il valore del comfort emozionale presente all’interno dello Studio.

Il Sistema Organizzativo

 

Andrea:

Mi preme evidenziare ed approfondire, un elemento che hai accennato e che condivido pienamente.

Nel momento in cui Tu vedi le Persone come un costo, le Persone non fanno progredire il tuo Studio.

In realtà, sono le Persone a dare vita al tuo Sistema Organizzativo e quindi, se vuoi far crescere lo Studio, hai bisogno di Persone in più.

Una segreteria sottodimensionata, nella pratica, fa meno cose di quelle che dovrebbe fare.

Io sono d’accordo con Te nel dire che il costo di una Persona non è mai un problema perché partiamo dal presupposto, che questa Persona viene inserita in un contesto organizzato.
In cui cioè c’è un Sistema di Gestione.

Voi siete stati molto bravi ad applicare tutta la logica del “Sistema Operativo del Profit Monday” e questo vi consente di inserire quella Persona in un contesto organizzato.

Se invece, Tu che stai leggendo, hai un contesto disorganizzato, inserisci una Persona e ti aspetti che questa Persona in più, porti dei risultati, in realtà rischi di farti del male.

Perché se in un ambiente caotico, aggiungi una Persona, crei ancora più entropia.

E se non hai delle procedure, potenzialmente “rischia di saltare il banco”, quindi le due cose devono viaggiare allo stesso livello.

Mi fa molto piacere Valter sentirti parlare in questa maniera perché risulta evidente che Voi avete fatto questo passaggio.
Adesso quindi, essendo divenuto la normalità, si tratta di far crescere le performance dello Studio.
E man mano che le performance dello Studio crescono, viene inserito sia Personale clinico che extra-clinico per supportare e spingere questa crescita.

E i risultati che avete raggiunto negli ultimi anni, dimostrano che lo state facendo molto bene.

Emilia:

Vorrei fare un commento collegandomi ad un’affermazione che ti ho sentito fare, che è:

“Bisogna sempre fare quello che noi sentiamo, quando sentiamo di essere pronti”.

 

A volte infatti accade che Alcuni esagerano e agiscono integrando lo Staff in modo inappropriato.

È vero che noi siamo cresciuti ma lo abbiamo fatto agendo a piccoli passi, calcolando e ponderando sempre ogni scelta.

Andrea:

Grazie Emilia, assolutamente sì.

Io tante volte dico che:


I risultati di uno Studio Dentistico sono la manifestazione concreta del valore intrinseco, come Dentista Imprenditore, del Titolare di quello Studio.

Se quello Studio è ad un determinato livello è perché il valore intrinseco di quel Titolare, lo porta al massimo a quel livello.

Se voglio portare lo Studio ad un livello superiore, devo crescere come Dentista Imprenditore e arrivare a quello specifico livello.

Per poter raggiungere diversi livelli, è necessario fare dei passaggi di crescita organizzativa ed anche di crescita personale, di mentalità e di ragionamento.

Durante le mastermind spesso mi sentite dire che:


Non è che continuando a pensare di crescere come Studio, i problemi non ci sono.

I problemi non si annullano. Anzi.
Più lo Studio diventa grande e più cresce il livello dei problemi. Ciò che cambia è il livello della Persona che gestisce quei problemi.

Ed è per questo che anche ai Titolari che frequentano i nostri corsi base, dico che:

“Voi non dovete pensare di portare lo Studio Dentistico a un milione di euro oggi. Ci arriverete un passo alla volta, attraverso diversi passaggi di livello.”

Anche perché, ciò che conta, non è il livello delle sfide che una Persona si trova davanti ma è quanto è grande la Persona che si trova davanti quelle sfide.

È quello che fa la vera differenza.

 

In conclusione

 

Stiamo parlando di argomenti che mi piacciono molto e credo che anche Tu che stai leggendo, possa fare una serie di ragionamenti.
E non con lo scopo di fare dei paragoni ma di poter prendere alcuni spunti da adattare alla tua modalità.

Siamo arrivati alla conclusione di questa nostra seconda chiacchierata.
Siamo partiti la puntata precedente parlando di marketing interno, in questa abbiamo parlato di Igiene e nella prossima voglio affrontare con Voi il tema della GBT.

Nel vostro Studio avete introdotto la GBT e mi sembra di vedere dai numeri, che nonostante gli investimenti affrontati (sia in termini di costi correlati all’apparecchiatura che all’impatto sulla prestazione di igiene), abbia in realtà contribuito a dare un’ulteriore accelerazione.

Nella prossima puntata partiamo da qua perché voglio chiedervi i ragionamenti avete che fatto a monte e come la utilizzate.

Grazie ancora per le bellissime condivisioni e soprattutto per la trasparenza e l’entusiasmo.

È di tutta evidenza Valter, che se è vero che Voi cercate Persone entusiaste, è vero anche che Voi in primis trasmettete questo entusiasmo.

Mi piace molto il modo con cui ci state condividendo le vostre scelte e strategie perché io credo Che l’entusiasmo sia contagioso e che possa impattare positivamente anche su Chi ci sta leggendo.

Vi aspetto nella prossima puntata.

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Ciao e in bocca al lupo per il risultati del tuo Studio Dentistico.

INFORMATIVA

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