Il momento in cui il Paziente decide se fidarsi del tuo Studio
Quasi tutti i Titolari che conosco sono convinti di una cosa: “le telefonate in ingresso nel mio Studio le gestiamo bene”.
Nessuno pensa di avere il problema in una cosa così semplice come rispondere al telefono.
Ecco perché abbiamo fatto un esperimento.
Abbiamo preso il telefono, abbiamo chiamato una decina di Studi a caso, sparsi in tutta Italia, e ci siamo presentati come Pazienti che volevano fissare una visita, avevano delle urgenze da sistemare o volevano sapere i prezzi di alcune prestazioni. E abbiamo registrato tutto.
L’analisi di quelle telefonate permette di capire una cosa. La maggior parte di quegli Studi stava perdendo Pazienti in tempo reale senza nemmeno rendersene conto. Non per colpa delle tariffe, non per mancanza di qualità clinica — ma per come venivano gestite quelle telefonate.
Questa è la terza ed ultima puntata nella quale le ascoltiamo tutte, con le mie reaction live su cosa è stato fatto bene, cosa è andato storto e cosa si poteva fare di diverso per gestirla a un livello superiore.
Ti consiglio, se non l’hai ancora fatto, di ascoltare anche gli altri due episodi per avere un quadro completo.
Come gestire le telefonate nello Studio Dentistico: analisi di chiamate reali — Parte 1
Come gestire le telefonate nello Studio Dentistico: analisi di chiamate reali — Parte 2
E mentre ascolti, prova a rispondere in modo onesto a una domanda molto semplice: nel tuo Studio Dentistico, come vengono gestite le telefonate in entrata?
Il problema nascosto nelle prime visite
Se ti fossi perso le puntate precedenti, un piccolo ma doveroso disclaimer.
Abbiamo bippato alcune informazioni per mantenere la privacy degli Studi. L’obiettivo è imparare qualcosa, non puntare il dito per svergognare qualcuno.
E ovviamente abbiamo subito richiamato negli Studi per disdire quegli appuntamenti, evitare buchi in agenda e spiegare perché abbiamo fatto quelle telefonate.
Sappi che queste chiamate sono state fatte il 23 e il 24 marzo 2026.
Ascolta quando sono stati dati gli appuntamenti e conta quanti giorni sono passati — ti rendi facilmente conto che sono esageratamente troppi.
Nell’episodio 215: “Le 2 regole per smettere di perdere le Prime Visite che hai già guadagnato” ho spiegato quali sono i giorni massimi e perché.
Ti consiglio di ascoltarlo se non l’hai ancora fatto.
Ma ascoltiamo l’ultimo blocco di telefonate e capiamo insieme che cosa è successo.
Quale formato scegli?
A questo punto puoi decidere se ascoltare questo argomento grazie alla puntata del podcast “Grassi Risultati in Odontoiatria”, guardare il video oppure se immergerti nella lettura delle mie parole. A Te la scelta!
Qui sotto puoi ascoltare il podcast.
Qui puoi guardare il video
Oppure continua a leggere.
***
Telefonata 1: il prezzo comunicato bene... e poi l'incertezza
Studio: Buonasera, sono Paolo.
Simone: Sì, salve. Guardi, chiamavo per un’informazione. Volevo sapere quanto costa un impianto.
Studio: L’impianto con la corona sono 2.000 euro.
Simone: Ok. 2.000 euro. Tutto compreso, giusto?
Studio: Sì, esatto.
Simone: Quanto tempo dovrei aspettare?
Studio: Allora, bisogna capire se c’è da fare una TAC, se c’è da fare altro. Bisogna conoscerci per capire quello che possiamo fare. Però dirlo al telefono è un po’ complicato.
Simone: Certo, certo. Va bene. Grazie.
Quando viene fatta una richiesta sul costo di una prestazione, lo Studio deve decidere a monte se dare prezzi al telefono oppure no.
In questo caso è evidente che la policy è quella di darli — e nella prima parte è stato fatto in modo efficace: prezzo comunicato con assertività, senza esitazione, senza trasmettere incertezza su se fosse caro o economico.
Semplicemente il prezzo.
Il problema è la seconda parte. “Bisogna conoscerci per capire, però dirlo al telefono è un po’ complicato” — qui l’assertività svanisce.
Avrebbe potuto dire con la stessa sicurezza della prima risposta: “Le ho dato a grandi linee un’idea del prezzo, ma per avere la risposta precisa è necessaria una visita.” Stesso contenuto, effetto completamente diverso.
Ricordati sempre: massima professionalità, senso di organizzazione, precisione, sicurezza di sapere quello che si sta facendo — tutto questo comincia a costruire la percezione della qualità che serve.
E si costruisce anche — soprattutto — in questi momenti.
La sensazione che se ne ricava è che questa risposta non fosse codificata, preparata. È estremamente importante fare un lavoro a tavolino con la segreteria: se mi fanno questa domanda, come rispondo? E poi allenarla. Altrimenti si finisce esattamente qui — un po’ all’angolo, con meno assertività di quella che si potrebbe trasmettere.
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Telefonata 2: l’importanza del tono
Segretaria: Pronto?
Simone: Sì. Salve. Guardi, chiamavo per un’informazione — volevo chiedere quanto costa un impianto.
Segretaria: I prezzi per telefono è difficile darli. Se vieni a farti una visita poi dopo ti spieghiamo tutto.
Simone: Ok. Sì, in realtà avevo già fatto una visita, un po’ di tempo fa. Mi sono appena trasferito e quindi volevo…
Segretaria: No, no, no.
Fermo subito. Tre cose.
Prima: nessun nome dello Studio, nessun nome di chi risponde. Un “pronto” secco crea immediatamente disorientamento — il Paziente non sa con certezza se ha chiamato il posto giusto.
Seconda: il tono. Si sente in modo inequivocabile — scocciato, quasi infastidito. Come se rispondere a chi chiede un prezzo al telefono fosse un peso. Capisco perfettamente che i Pazienti che chiedono prezzi siano considerati la chiamata più difficile da gestire. Ma non abbiamo la più pallida idea di chi sia questa persona, né di cosa ci sia dietro quella telefonata. Magari ha chiamato chiedendo un prezzo, ma potrebbe diventare il Paziente migliore dello Studio se venisse gestito diversamente.
Terza: il tu. La segretaria stava dando del tu a uno sconosciuto che chiama per la prima volta.
Segretaria: Guarda, se vuoi venire a farti una visita, tanto la visita non costa niente — poi dopo il Dottore ti guarda, ti facciamo un preventivo e valutiamo.
Simone: Ah, ok. Posso venire dopo Pasqua?
“Tanto la visita non costa niente” — se l’obiettivo è trasmettere qualità e professionalità, questa frase va nella direzione opposta. Sembra che questo Studio non abbia mai lavorato sull’ABC di come si risponde al telefono. O se lo ha fatto, nessuno ascolta e nessuno dà feedback.
Segretaria: Preferisci mattina o pomeriggio?
Simone: Pomeriggio è meglio.
La scelta alternativa mattina/pomeriggio arriva — ed è l’unica cosa gestita correttamente in tutta la telefonata.
Segretaria: Allora, vado la settimana dopo — lunedì 13. Ho le 11:30 o le 16:00.
Simone: Da quella settimana sono via per lavoro.
Segretaria: Ah, ok. Tutta la settimana?
Simone: Sì, sono via per lavoro.
Segretaria: Martedì 21…
Siamo a un mese di distanza dalla telefonata. E il Paziente risponde con la classica bugia bianca di chi vuole uscire dalla conversazione.
Simone: Preferisco richiamare — devo verificare anche con la mia compagna. Poi richiamo per confermare.
Segretaria: Grazie. Ciao.
Simone: Ciao.
Non richiamerà. La combinazione di tono scocciato, nessuna struttura, nessuna informazione proattiva e tempi di attesa di un mese ha fatto sì che questo Paziente stesse già cercando il numero del prossimo Studio mentre era ancora al telefono.
Telefonata 3: il prezzo gestito bene, l'agenda gestita male
[Centralino — attesa]
Studio: Studio [omissis]. Buonasera, sono Irma.
Elena: Buonasera. Volevo chiedere informazioni perché dovrei mettere un impianto — volevo sapere come funziona e più o meno i prezzi. Ho tolto un dente un paio di anni fa e non ho più fatto niente.
Segrteria: Allora, dovrebbe innanzitutto fare una visita. Vediamo se ha una radiografia recente, altrimenti la possiamo fare noi. Il prezzo varia a seconda che debba fare una rigenerazione, un impianto semplice, e così via.
In questo Studio è evidente che la regola sia non si danno prezzi al telefono. E la gestione è corretta — viene spiegato il perché: il prezzo dipende dalla tipologia di intervento, che si può valutare solo dopo la visita.
C’è però una piccola cosa che avrebbe reso tutto più efficace. Quando il Paziente chiede come funziona, esiste una formulina da inserire prima di elencare i passi: “È tutto molto semplice — è sufficiente fare una visita.” Quella frase semplifica, rassicura e fa sentire il Paziente guidato invece che messo davanti a una lista di cose da fare.
Sul finale della spiegazione: “e così via” — meglio evitarlo. “Il prezzo dipende dalla tipologia di impianto che deve fare, e lo sappiamo dopo la visita” — stessa cosa, detto con più precisione e più peso.
Elena: Ok, quindi variabile. Va bene — allora prenderei appuntamento per la visita.
Studio: Allora, avrei disponibilità il 16 aprile alle 11:30.
Elena: Ah, la mattina non posso. Il pomeriggio non sarebbe possibile?
Il classico effetto del lancio diretto di un appuntamento: alta probabilità che non vada bene. La scelta alternativa — mattina o pomeriggio? — avrebbe evitato questo passaggio e dato al Paziente la sensazione di essere ascoltata fin dall’inizio.
Studio: Come pomeriggio avrei il 20 aprile alle 16:00.
Elena: Va bene.
Studio: Nome e cognome, gentilmente.
Nome e cognome raccolti alla fine. Come già detto nelle puntate precedenti: chiedere il nome all’inizio e usarlo durante la telefonata è il modo più semplice per costruire una relazione personale fin dal primo contatto.
Studio: Se ha una panoramica recente, la può portare.
Elena: Non ce l’ho.
Studio: Allora la facciamo noi, a un costo di 30 euro. La visita invece è gratuita.
Torniamo sulla stessa questione già affrontata nelle puntate precedenti: se si vuole fare una scelta ibrida, ha molto più senso far pagare la visita e offrire la panoramica in omaggio — non il contrario.
Così si comunica il valore della prestazione clinica invece di azzerarla.
Elena: Quanto dura più o meno la visita?
Studio: Dipende, signora — intanto le radiografie, poi il Dottore le spiega. Può variare. Consideri almeno una mezz’oretta.
“Dipende” su tutto — i prezzi, la durata — dà una sensazione di incertezza e mancanza di struttura. Dare un tempo preciso con sicurezza, anche se poi la realtà può variare, trasmette un’organizzazione che “dipende” non trasmette mai.
E “una mezz’oretta” toglie valore alla visita — lo abbiamo già visto nella Parte 1.
Telefonata 4: i price shopper non li vogliamo
Segreteria: Pronto?
Elena: Buonasera. Volevo chiedere informazioni per un impianto.
Segreteria: Con chi parlo? Un attimo — le passo la Maria Pia.
Ha chiesto il nome all’inizio — ottimo. Ma poi: “Le passo la Maria Pia.” Chi è la Maria Pia? Nessuna presentazione, nessuna contestualizzazione.
Avrebbe potuto dire: “Le passo la mia collega che se ne occupa” oppure “Le passo la Dottoressa [omissis].”
Piccola cosa, grande differenza nella percezione di professionalità.
[Trasferimento — rumore di fondo intenso]
Il rumore di fondo durante l’attesa è forte, caotico. Se c’è un trasferimento di chiamata, si usa il tasto mute. Quello che arriva all’orecchio del Paziente in quel momento costruisce — o distrugge — la percezione dello Studio.
Segreteria: Pronto?
Elena: Buonasera. Volevo chiedere informazioni per un impianto.
Segreteria: Guarda signora, dobbiamo fissare una visita — dopodiché il Dottore le dice tutto. Non per telefono.
Elena: No, immagino. Volevo sapere anche più o meno prezzi e tempistiche.
Segreteria: No, signora — quando viene, fa quello che c’è da fare.
Elena: Ok.
Segreteria: Io non le posso dire i prezzi per telefono.
Elena: Perché è variabile, immagino.
Segreteria: Certo.
Non si danno prezzi al telefono — scelta legittima, che sostengo. Ma c’è un modo e un modo per comunicarla. Questo modo trasmette: non te lo voglio dire.
Non è una posizione di forza — è una porta chiusa in faccia.
Quando uno Studio decide di non dare prezzi al telefono, serve uno script preciso, allenato, che spieghi il perché in modo assertivo e che guidi il Paziente verso la visita con fiducia, non con frustrazione. “No, signora, quello quando viene fa quello che c’è da fare” non è uno script — è improvvisazione. E si sente.
C’è anche un altro livello di lettura. Questi Pazienti che chiamano chiedendo un prezzo per un impianto, nella maggior parte dei casi, hanno già chiamato altri Studi. Non stanno cercando il prezzo più basso, stanno cercando qualcuno che li tratti come persone.
La domanda giusta non è come liberarsi di loro, ma: cosa li ha spinti a chiamare ancora, dopo essersi già informati altrove?
Elena: Quando sarebbe la prima visita disponibile? E quanto dura?
Segreteria: Dipende signora — gli esami che vengono fatti dipendono dall’impianto. Non c’è una cosa fissa.
“Dipende” su tutto. Ancora.
Segreteria: È sicura di voler fissare o mi vuole richiamare?
Questa domanda comunica esattamente quello che non si vuole comunicare: ti sto mandando via. Non sappiamo se fosse l’intenzione — ma è l’effetto.
Segreteria: Le chiedo la cortesia — una volta fissato, di non volermelo rimandare.
Elena: Allora, guardi — ci penso un attimo. La richiamo.
Segreteria: Arrivederci.
Elena: Grazie. Arrivederci.
In questo Studio i Pazienti che chiedono prezzi non sono voluti. E si sente, in ogni parola, in ogni tono, in ogni risposta.
Il punto non è che il Paziente stesse chiedendo qualcosa di irragionevole. Il punto è che questa persona ti stava scegliendo — e il modo in cui è stata gestita ha fatto sì che la scelta cadesse da un’altra parte.
Come gestire le telefonate nello Studio Dentistico: le 3 analisi
Questa terza serie di telefonate ha un filo conduttore preciso: la gestione dei Pazienti che chiamano chiedendo un prezzo. Non è il tipo di chiamata più semplice. Ma è esattamente il tipo di chiamata che distingue gli Studi che perdono Pazienti in silenzio da quelli che li trasformano in appuntamenti.
Cosa ha funzionato:
- Comunicare il prezzo in modo assertivo e diretto, quando la policy dello Studio lo prevede
- Spiegare perché non si danno prezzi al telefono — con una ragione chiara, non un rifiuto secco
- La scelta alternativa mattina/pomeriggio, anche in un contesto di gestione complessivamente carente
- Chiedere il nome del Paziente all’inizio della telefonata
Cosa non ha funzionato:
- Tono scocciato verso chi chiede prezzi al telefono
- Nessuna risposta codificata per gestire le domande sul prezzo — improvvisazione pura
- “Dipende” usato come risposta a tutto: prezzi, durata, struttura della visita
- “La visita non costa niente” — azzera il valore della prestazione clinica
- “Una mezz’oretta” — sminuisce il peso della visita
- Trasferimento di chiamata senza presentare la collega
- Rumore di fondo durante l’attesa
- Chiedere al Paziente se è sicuro di voler fissare — equivale a invitarlo ad andare altrove
- Tempi di attesa superiori al mese per Pazienti nuovi
Il quadro completo: cosa cambia davvero nella gestione delle chiamate
Tiriamo le somme di queste telefonate.
Credo sia abbastanza evidente, al di là di tutti i commenti e i dettagli, una cosa fondamentale: la differenza di effetto che fa una telefonata gestita bene rispetto a una gestita male.
Se riascolti le puntate 7, 8 e 9 di questo podcast — quelle di quattro anni fa, nelle quali avevamo fatto esattamente lo stesso esperimento — ti rendi conto che in alcuni casi le cose sono leggermente cambiate, ma ci sono ancora tantissimi dettagli che non sono all’altezza della qualità che quegli Studi probabilmente offrono in poltrona.
Il tuo nemico più grande in questi contesti è il pregiudizio — il giudizio che la persona forma nei tuoi confronti prima ancora di conoscerti davvero. Perché quella persona arriva in Studio — se arriva — già con un’impressione formata. E il bias di conferma non gioca a tuo vantaggio: chi ha un pregiudizio negativo nota molto più facilmente tutto quello che lo conferma. Parti già in difficoltà.
Allora, cosa puoi fare?
Dalle telefonate che abbiamo ascoltato emergono due livelli di lavoro: uno strategico e uno tattico.
Dal punto di vista strategico, prepara uno script. Non deve essere necessariamente parola per parola — può essere una macrostruttura dei punti da toccare, delle domande da fare, del momento giusto in cui farle. Ma soprattutto prepara una risposta scritta per le situazioni più delicate — come quando qualcuno chiede il prezzo al telefono. Improvvisare lì costa caro.
Dal punto di vista tattico, alcune cose concrete:
Rispondi sempre al telefono con una frase standard: “Buongiorno, Studio Dentistico [omissis]. Sono Andrea. Come posso aiutarla?” — con il sorriso, scandendo bene le parole, senza fretta.
Quello che succede spesso è invece un “buongiorno Studio dentistico PincoPallino” che non trasmette né calma né sicurezza.
Chiedi subito il nome e usalo più volte durante la conversazione.
Quando ti fanno una domanda complessa, usa la formula magica: “È tutto molto semplice — è sufficiente A, B, C.”
Fai sempre un overview di come si svolgerà la visita — come la prefazione di un libro. Chiedi se la persona sa come arrivare e, nel caso, spiegaglielo.
Alla fine della telefonata, spiega cosa succederà dal momento in cui si riattacca fino al giorno dell’appuntamento.
Quello che all’interno del Profit Monday Operating System chiamiamo la sequenza blind appuntamento.
Perché un appuntamento fissato con un Paziente referito ha un’alta probabilità di verificarsi — ma con i Pazienti che arrivano dal web o dalle campagne pubblicitarie, la show up rate scende anche sotto il 40%. Ingaggiarli in quel periodo è fondamentale.
E se vuoi chiudere con l’elemento forse più importante di tutti: è evidente, da queste telefonate, che serve un approccio diverso alla gestione della prima visita — come quello che spieghiamo all’interno del Profit Monday, con un’organizzazione dell’agenda attorno alle prime visite che permette di dare tempi più rapidi.
Nel frattempo, hai delle indicazioni precise per gestire le tue telefonate in modo diverso.
Un consiglio pratico: chiama il tuo Studio e scopri come viene gestita la risposta.
Potrebbe esserci qualcosa da mettere a posto subito.
Se invece vuoi mettere a posto tutta l’organizzazione del tuo Studio — aumentare il profitto, aumentare il denaro in cassa e far funzionare le cose anche senza la tua presenza costante — il Profit Monday Operating System può aiutarti a fare tutto questo.
Compila il form qui sotto per essere ricontattato per maggiori info.
In bocca al lupo per il successo del tuo Studio Dentistico.
Ci vediamo nel prossimo episodio.
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