Legge di Bilancio 2026: cosa cambia davvero per gli Studi Dentistici
Legge di Bilancio 2026.
Buone notizie e cattive notizie per gli Odontoiatri e per i contribuenti in generale.
Voglio fare alcuni approfondimenti super focalizzati, di interesse per il mondo dell’odontoiatria, ma non posso farlo io. Non ho le competenze adeguate per entrare nel dettaglio.
Io dico sempre che di queste cose devono parlare i Commercialisti, quelli che hanno una conoscenza pratica e applicativa.
E allora, super ospite Umberto Terzuolo, fratello di Alessandro Terzuolo, che ha già parlato in un paio di occasioni su questo podcast per tematiche simili.
Sono i due Titolari dello Studio Terzuolo, Brunero e Associati, lo Studio in assoluto più specializzato in Italia nel settore odontoiatrico.
Ho intervistato Umberto per capire, in modo semplice, comprensibile ed estremamente pratico — con anche una serie di consigli operativi — che cosa si porta dietro questa nuova Legge di Bilancio 2026.
Quale formato scegli?
A questo punto puoi decidere se ascoltare questo argomento grazie alla puntata del podcast “Grassi Risultati in Odontoiatria”, guardare il video oppure se immergerti nella lettura delle mie parole. A Te la scelta!
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Iperammortamento 2026: ritorno, differenze dai crediti d’imposta e vantaggi per lo Studio
Andrea
Ciao Umberto, benvenuto.
Mi fa davvero molto piacere averti qui, sia per il tema di oggi sia perché tuo fratello è stato due volte ospite del podcast.
Per par condicio dobbiamo bilanciare la situazione.
Non vorrei mai creare attriti tra i due soci dello Studio di Commercialisti per Odontoiatri più importante d’Italia.
Umberto
Grazie Andre, fai benissimo, perché ho dietro un cacciabombardiere pronto a scagliarsi contro mio fratello Alessandro.
Andrea
Allora, Legge di Bilancio 2026.
C’è un po’ di fermento, se ne sta parlando parecchio.
Per capire: che cos’è? Che tipo di Legge di Bilancio è? Ti piace o non ti piace?
E, rispetto agli anni precedenti, che cosa c’è per gli Odontoiatri?
Umberto
Allora, è una Legge di Bilancio “fritto misto”, nel senso che contiene una varietà di misure: alcune agevolative, altre restrittive.
Partiamo da quelle agevolative. In particolare da quelle che riguardano gli Odontoiatri in qualità di Titolari di Studio Dentistico.
Con un ulteriore sottoinsieme che è il mondo delle società, che sai essere uno dei temi che trattiamo spesso e che è sempre più diffuso, grazie alla possibilità di trasformare gli studi associati o monoprofessionali in società senza il pagamento di imposte, quindi in neutralità fiscale.
Hanno reintrodotto uno dei temi che più mi appassiona ormai da anni: l’iperammortamento.
In realtà non è una novità, perché è di fatto una riproposizione del vecchio iperammortamento che esisteva prima della stagione dei crediti d’imposta.
Una stagione che ha visto una serie di strette negli ultimi mesi, addirittura tra novembre e dicembre, lasciando a piedi molti contribuenti, compresi diversi Studi Dentistici che avevano programmato investimenti e si sono ritrovati, praticamente dalla sera alla mattina, senza più la possibilità di accedere all’agevolazione.
L’iperammortamento è completamente diverso rispetto ai crediti d’imposta.
Il credito d’imposta — ed era questo il problema per la finanza pubblica — funziona come una sorta di bancomat, perché permette di compensare direttamente gli F24, generando minori entrate per lo Stato.
L’iperammortamento, invece, è una misura che consente di pagare meno imposte. Tecnicamente è una variazione in diminuzione nella dichiarazione dei redditi.
Detto in modo semplice: rispetto a un bene che pago 10, lo vado a dedurre non per 10, ma per 10 più una percentuale di maggiorazione che, per tutti i beni 4.0 e 5.0, è del 180%.Facendo i conti con Alessandro, di fatto significa avere investimenti detassati, o comunque agevolati, per circa il 70%.
È quindi una misura sicuramente interessante da valutare.
Iperammortamento e Studi Dentistici in forma societaria: requisiti e funzionamento
Andrea
È una misura molto interessante.
Il Titolare deve essere consapevole del fatto che il beneficio è posticipato, corretto?
Perché si manifesta al momento della dichiarazione dei redditi.
Quindi, se facesse un investimento oggi, il beneficio lo avrebbe sulle tasse che andrà a pagare nel 2027, tra giugno e luglio.
Corretto?
Umberto
Corretto.
Aggiungo che, siccome l’agevolazione riguarda il comparto delle società, lo Studio deve essere strutturato in forma di Srl, Srl STP, società di persone o Spa.
I beni agevolati devono essere acquisiti tramite acquisto diretto — anche rateizzato — oppure con contratti di leasing finanziario.
Non rientrano invece i contratti di noleggio a lungo termine o di locazione operativa.
L’agevolazione non riduce solo le imposte dell’anno di acquisto, ma anche quelle degli anni successivi, secondo il criterio dell’ammortamento.
Cioè quella modalità che consente di frazionare il costo del bene in un numero di anni stabilito dal legislatore fiscale.
C’è poi una particolarità per il mondo del leasing.
Se stipulo un contratto di leasing, posso di fatto quasi dimezzare il tempo di ammortamento del bene.
Questo cosa significa?
Se compro un macchinario, una poltrona o un riunito da 20.000 euro che normalmente si ammortizza in 7-8 anni, posso fare un leasing finanziario di 4 anni, dedurlo in 4 anni e avere, in ciascuno di questi anni, anche la maggiorazione del 180%, ovviamente ripartita annualmente.
Orizzonte temporale dell’iperammortamento: come pianificare gli investimenti dello Studio
Andrea
E ovviamente, se il Governo con una nuova Legge di Bilancio non annulla questa tipologia di beneficio, il meccanismo rimane comunque?
Umberto
Sì, rimane comunque, perché si fa riferimento all’anno in cui viene effettuato l’investimento, che in questo caso è il 2026.
In più, l’agevolazione è prevista fino al 2028.
Di fatto c’è un arco temporale piuttosto lungo per poter pianificare gli investimenti.
Questo è interessante anche per chi oggi non può ancora fruire di queste agevolazioni fiscali, ma si trova in fase di valutazione della trasformazione dello Studio verso modelli societari.
Per loro il consiglio è valutate velocemente l’operazione di trasformazione, perché c’è la possibilità, quest’anno e il prossimo, di avere accesso a questi bonus fiscali.
Andrea
Ovviamente lo ripeto, perché anche io prima ho fatto riferimento alla dichiarazione.
In realtà, parliamo di Srl, quindi del momento in cui vengono depositati i bilanci con la relativa tassazione.
Tutto questo vale per chi è organizzato in società.
Come sempre, per chi gioca la partita con le regole dei piccoli, quindi con le Partite IVA, benefici di questo tipo non ce ne sono.
Corretto?
Umberto
No, purtroppo quello che in passato era il fratello minore dell’iperammortamento, cioè il super ammortamento — che valeva anche per i professionisti individuali e per gli studi associati — non è stato prorogato.
Quindi questo non esiste più.
Andrea
Ovviamente io ce l’ho sempre questa cosa: le regole sono fatte anche per dare grossi benefici alle realtà importanti.
Io spesso dico che le regole del gioco sono fatte per i grandi che giocano la partita, non per i piccoli.
Fermo restando che lo spieghiamo e lo raccontiamo durante i corsi, la forma societaria non è la panacea di tutti i mali e non è nemmeno adatta a tutti, ahimè.
C’è però l’ennesima situazione in cui le regole del gioco sono diverse in funzione della forma giuridica con cui la stessa persona, magari nello stesso posto, esercita l’attività di Dentista.
È vero che con la neutralità fiscale, che finalmente c’è — tra l’altro ne abbiamo parlato con Alessandro e magari linkerò l’episodio nella descrizione di questa puntata, così chi vuole approfondire ha un quadro completo — diventa per fortuna un po’ più semplice, fattibile e sicuro fare le trasformazioni.
Bonus per gli investimenti dello Studio Dentistico: Nuova Sabatini, ZES Unica e GSE
Umberto
Se posso, abbino il tema ad altri due tipi di bonus.
Uno è collegato alla possibilità di indebitarsi per acquisire questi beni ed è un altro cavallo di battaglia di cui spesso si sente parlare: la Nuova Sabatini.
Che tanto nuova non è, perché ormai saranno circa quindici anni che viene riproposta.
È stata nuovamente rifinanziata ed è una norma che permette di avere uno sconto sugli interessi passivi.
Vale sia per i finanziamenti bancari sia per i leasing.
E qui si collega al tema del leasing e dell’iperammortamento.
Ci sono ovviamente delle condizioni minime di accesso.
Come per l’iperammortamento, non siamo volutamente entrati nello specifico, poi valuteremo magari di fare una puntata dedicata solo a questo tema.
I beni che possono fruire di questa agevolazione sono di fatto gli stessi che beneficiavano delle agevolazioni precedenti.
La Nuova Sabatini, però, è un’opportunità che va colta con attenzione, perché comporta una serie di adempimenti burocratici preventivi da gestire.
In compenso permette di avere uno sconto sugli interessi che, di fatto, equivale a circa il 10% dell’investimento.
Quindi inizio a coniugare una deducibilità fiscale, l’iperammortamento e la Nuova Sabatini, che mi copre la parte degli interessi e mi consente di indebitarmi quasi a costo zero.
Ecco che anche l’evoluzione digitale dello Studio può diventare decisamente più leggera.
Se mi trovo in alcune regioni del Sud Italia, quelle che potevano fruire del vecchio bonus “Investimenti Mezzogiorno”, oggi ribattezzato bonus “ZES Unica Mezzogiorno”, la sostanza non cambia.
Posso beneficiare anche del credito d’imposta specifico per questa tipologia di investimenti, che è stato confermato per il 2026, il 2027 e il 2028.
C’è quindi, per fortuna, un orizzonte temporale abbastanza lungo per poter pianificare.
Anche in questo caso vale solo per gli Studi organizzati in forma di reddito d’impresa: società di capitali, società di persone e quelle poche imprese individuali presenti in queste regioni.
Tutte queste agevolazioni, è bene dirlo, rispetto alle versioni precedenti si sono caratterizzate per l’introduzione di comunicazioni preventive e di avanzamento.
Vado nel concreto.
Uno degli aspetti che ha creato più problematiche con i crediti d’imposta 4.0 e 5.0 dell’anno scorso è stato proprio quello delle comunicazioni di prenotazione, avanzamento e completamento da inviare al GSE, il portale che riceve queste informazioni ed è poi soggetto a controlli.
Questa complicazione non è stata eliminata.
Ad oggi siamo infatti in attesa della versione definitiva dei decreti ministeriali che ci diranno come effettuare le comunicazioni per l’iperammortamento, in particolare verso il portale GSE.
Di fatto dovrebbe essere una situazione simile a quella già vissuta negli anni precedenti, ma lo sapremo a breve.
Operatività e cautela: conviene aspettare?
Andrea
Quindi domanda molto pratica per chi ascolta: chi fa spese oggi, mancando queste informazioni operative, rischia?
È meglio che posticipi e aspetti un po’, oppure può andare tranquillo?
Umberto
Il consiglio che sto dando a tutti i nostri clienti è essenzialmente quello di posticipare, in attesa di avere i decreti ministeriali definitivi.
Perché sicuramente l’agevolazione vale dal primo gennaio 2026. È stato anche precisato che interessa i beni oggetto di investimento nell’anno 2026, quindi quelli consegnati nel 2026.
Detto questo, prima di fare investimenti dove ci sono importi magari rilevanti — sia in termini di esborso sia in termini di agevolazione che posso percepire o non percepire — io rimarrei cauto e aspetterei di avere un quadro definito.
Anche perché una novità dell’iperammortamento, che non era presente nelle versioni precedenti né dei crediti d’imposta né dell’iperammortamento di qualche anno fa, è che i beni devono essere marchiati con certificazione dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo.
Si parla, a livello di rumors, di un possibile allargamento ai beni prodotti nei Paesi del G7, ma attualmente non ci sono elementi concreti che permettano di dire che un bene proveniente dagli Stati Uniti possa essere agevolato al pari di uno proveniente dalla Germania o dalla Francia.
Andrea
Chi è che fornisce la certificazione della marchiatura sul bene?
Umberto
Quella certificazione viene rilasciata sulla base di protocolli doganali.
In sostanza si verifica qual è la certificazione di origine del macchinario. È una tematica che riguarda più il diritto doganale, ambito in cui non ho una grandissima esperienza, però so che anche una sola fase di lavorazione effettuata in Europa può permettere di ottenere queste certificazioni europee.
Per questo molti produttori si stanno attrezzando: anche realtà che producono in Giappone o negli Stati Uniti stanno valutando di svolgere la fase di assemblaggio finale in Europa, proprio per poter ottenere questa certificazione.
Andrea
Ovviamente, per chi ci ascolta, noi stiamo registrando questa puntata il 21 gennaio.
La puntata uscirà probabilmente la prossima settimana, quindi tutta questa mancanza di indicazioni precise vale ad oggi, nel momento in cui stiamo registrando.
Se qualcuno ci ascolta tra una settimana, dieci, quindici, venti giorni o un mese, questa situazione potrebbe essersi modificata.
Faccio questa precisazione perché giustamente nessuno sa quando stiamo registrando.
Scusami, forse ti ho interrotto.
Controlli e documentazione nella Legge di Bilancio 2026: cosa devono sapere gli Studi Dentistici
Umberto
Hai fatto benissimo a precisarlo, perché è una materia che cambia davvero di giorno in giorno.
Lo vedremo dopo, se avremo modo di parlare velocemente anche della rottamazione.
In questa fase dell’anno escono provvedimenti praticamente dalla sera alla mattina, quindi è giusto specificare la data della registrazione.
Quello che volevo aggiungere è questo: come sempre, attualmente non abbiamo ancora idea di come verranno svolti i controlli da parte del GSE e dell’Agenzia delle Entrate.
Possiamo però fare riferimento alle metodiche utilizzate per i precedenti bonus legati al settore digitale.
Il consiglio è quindi quello di dotarsi sempre dell’autocertificazione prevista dalla norma per gli investimenti fino a 300.000 euro.
È un’autocertificazione richiesta dalla legge, ma che deve essere supportata da una certificazione del produttore che attesti che il bene possiede i requisiti 4.0 e la marchiatura dell’Unione Europea, dello Spazio Economico Europeo o, in futuro, del G7 se verrà estesa.
Sarà inoltre necessario avere il verbale di collaudo e di interconnessione, cioè il collegamento del macchinario con il sistema digitale dello Studio, secondo specifiche ormai abbastanza comuni e diffuse.
Ovviamente serviranno anche tutte le comunicazioni che verranno definite per presentare correttamente la pratica, oltre alle fatture con i riferimenti specifici alla nuova Legge di Bilancio, che è la legge 199 del 2025.
Quali sono i beni che ad oggi sappiamo essere interessabili dall’iperammortamento?
Sono tantissimi: i riuniti, le TAC, i panoramici digitali, i laser, i microscopi, le autoclavi, i macchinari per la sedazione cosciente, alcuni mobili intelligenti che tracciano la scadenza dei farmaci presenti nei cassetti.
Di fatto c’è un mondo intero iperammortizzabile.
Ovviamente la condizione, lo ricordiamo, è essere organizzati in forma di società o in regime di reddito d’impresa.
Regime forfettario e lavoro dipendente: le altre novità per gli Odontoiatri
Andrea
Quindi iperammortamento, Nuova Sabatini rinnovata.
C’è qualcos’altro?
Umberto
Bonus Sud per i contribuenti.
Andrea
Scusami, giusto, l’avevi già detto.
Quindi Sud e isole incluse.
Umberto
Questo vale per il mondo societario.
Per il mondo degli Odontoiatri in generale ci sono poi altre misure di impatto minore, ma che può avere senso citare velocemente.
Per chi è in regime forfettario e contemporaneamente ha anche un reddito da lavoro dipendente, sapete che c’è un’incompatibilità se il reddito da lavoro dipendente supera i 30.000 euro lordi annui.
Questo limite è stato incrementato a 35.000 euro.
È quindi un lieve aumento che può interessare chi, ad esempio, ha incarichi ospedalieri oltre all’attività libero professionale oppure percepisce un reddito da pensione non particolarmente elevato e lo integra con l’attività professionale.
Andrea
35 lordi.
Umberto
35 lordi, assolutamente. Giusta la precisazione.
Dopodiché ci sono tutta una serie di misure agevolative nel rapporto con il lavoratore dipendente.
Nello specifico è prevista — anche se ad oggi non è ancora stato chiarito come verrà applicata nei cedolini paga — un’imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi legati ai rinnovi contrattuali.
Quindi gli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi, di cui il comparto dei servizi è stato interessato negli ultimi anni, potrebbero scontare non l’aliquota marginale IRPEF — che è il 23%, il 33% o il 43% — ma una tassazione forfettaria al 5%.
È sicuramente una misura interessante, ma va coordinata con il consulente del lavoro.
Andrea
E in caso di rinnovo di un contratto in scadenza?
Umberto
In caso di aumenti contrattuali collegati, esatto, al rinnovo del contratto collettivo nazionale.
Il consiglio che do agli Odontoiatri che ci ascoltano è di interfacciarsi con il proprio Commercialista, se gestisce anche paghe e contributi, oppure con il consulente del lavoro, per capire se c’è la possibilità di fruire di questa agevolazione.
Io personalmente, per la nostra struttura, l’ho già fatto e per ora ho ricevuto risposte negative, ma potrebbero esserci novità nei prossimi mesi.
Andrea
Sì. Perché notizie negative?
Umberto
Perché non ci sono ancora i decreti attuativi. Mancano proprio i decreti attuativi.
Andrea
Come si può dire una cosa del genere?
Cioè, si definisce una legge, la si pubblica, si dice “è questa”, però poi nella pratica non si sa come applicarla.
Quindi dobbiamo aspettare ancora un po’.
E non capisco mai se succede per un problema tecnico, per incompetenza, oppure se lo fanno di proposito, perché tutto questo in realtà permette di ritardare, di posticipare…
Però non ti voglio far esporre su cose che…
Umberto
Di sicuro non è per incompetenza o per problemi tecnici, perché quando vogliono far entrare in vigore misure con effetti immediati lo fanno perfettamente.
Direi che questa è già una risposta abbastanza politica.
Buoni pasto e fringe benefit: le novità sul welfare per i dipendenti dello Studio
Andrea
Molto politica, molto chiara e molto corretta.
Ok. C’è altro per l’Odontoiatra tradizionale in forma di Partita IVA, quindi per lo Studio?
Umberto
C’è l’incremento dei buoni pasto elettronici dati ai dipendenti.
Nello specifico, ricordiamo che i buoni pasto vengono riconosciuti in sostituzione della mensa.
E l’Agenzia delle Entrate chiarisce che devono essere erogati all’intero comparto dei lavoratori dipendenti.
Andrea
Quindi non li puoi dare a qualcuno sì e a qualcuno no per ritoccare lo stipendio.
Questa è una cosa da chiarire, perché molti cercano di infilarsi lì, ma non funziona così.
Umberto
Esatto. Sul buono pasto sì, sui fringe benefit ne parliamo tra un secondo.
Il buono pasto serve per indennizzare il dipendente che, non avendo la mensa interna allo Studio, deve in qualche modo provvedere al pasto.
Prima il buono pasto elettronico — anche tramite app — era esente fino a 8 euro al giorno.
Questo significa che il datore di lavoro acquista i buoni, li assegna al lavoratore e li inserisce in busta paga: fino a 8 euro al giorno non sono tassati per il dipendente ed sono pienamente deducibili per il datore di lavoro.
Ora la soglia è stata incrementata da 8 a 10 euro. Si può mangiare un po’ di più.
Andrea
Ok. Quindi 210 euro posso mangiarli in un mese.
Umberto
Hanno invece — e questa è una notizia positiva, soprattutto considerando che sono state introdotte misure restrittive in altri comparti — confermato, o meglio, non avendo detto nulla di diverso lo diamo per confermato, il limite dei fringe benefit.
Parliamo quindi dei buoni shopping e delle altre erogazioni non in denaro, sotto forma di voucher di spesa, destinati ai lavoratori dipendenti con figli a carico o senza figli a carico.
La distinzione è importante perché cambiano i limiti.
Ricordiamo che questa norma valeva già per il 2025, vale per il 2026 e vale per il 2027, salvo modifiche.
Per chi ha figli a carico la soglia è di 2.000 euro all’anno.
Questo significa che il datore di lavoro può acquistare voucher di spesa e darli al lavoratore dipendente in busta paga: per il dipendente non formano reddito se non superano i 2.000 euro, e per il datore di lavoro sono pienamente deducibili.
Se invece non ci sono figli a carico — cosa che va attestata tramite apposita certificazione — la soglia scende da 2.000 a 1.000 euro, quindi è più contenuta.
All’interno di questa agevolazione rientra anche la possibilità di rimborsare al lavoratore dipendente gli interessi passivi sul mutuo prima casa, il canone di locazione della prima abitazione e le bollette.
Era una norma nata anche nel periodo del cosiddetto caro bollette.
Di contro, così iniziamo a introdurre qualche misura…
Andrea
Giustamente, prima le cose carine, per poi introdurre il famigerato ananas.
Misure restrittive della Legge di Bilancio 2026: blocco delle compensazioni e rottamazione
Umberto
Esatto. Ora arriviamo alla parte un po’ più dolorosa.
Hanno ridotto da 100.000 a 50.000 euro il limite per chi ha debiti con il fisco, i cosiddetti debiti erariali scaduti.
È il limite oltre il quale, come soglia cumulativa, non è possibile compensare i crediti fiscali.
Prima, se avevo debiti scaduti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione superiori a 100.000 euro, scattava il blocco delle compensazioni.
Se avevo crediti fiscali da utilizzare in compensazione per contributi, ritenute o imposte, dovevo prima regolarizzare la posizione e riportare i debiti sotto i 100.000 euro.
Solo dopo potevo tornare a compensare senza limitazioni.
Ora questa soglia è stata abbassata a 50.000 euro.
Quindi, prima di effettuare compensazioni — per evitare lo scarto delle stesse — è fondamentale informarsi, preferibilmente con il Commercialista, per verificare se ci sono posizioni scoperte.
Come contromisura rispetto all’“ananas”, c’è la possibilità di accedere alla rottamazione quinquies.
Questa non riguarda solo gli Odontoiatri, ma in generale tutti i contribuenti.
La rottamazione quinquies è stata oggetto proprio di un aggiornamento di questa mattina: sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione è stato pubblicato il tool che permette di verificare quali cartelle ciascuno può rottamare.
Io stamattina ho fatto una verifica come test e non ho cartelle da rottamare.
Lo dico apertamente, ed è ovviamente una situazione positiva.
Non ho neppure debiti con il fisco, ma ho comunque provato il sistema per vedere come funzionava.
Il sistema funziona, anche se con qualche lentezza, probabilmente per l’accesso massivo di molti contribuenti.
Andrea
Come te a fare le prove c’eravate un po’ tutti i Commercialisti, soprattutto quelli che sapevano di avere cartelle e debiti.
Umberto
Presumo più i secondi.
In ogni caso è una misura che va gestita con il supporto di un professionista di riferimento, perché le cartelle rottamabili sono quelle i cui ruoli — in termine tecnico, cioè il momento in cui il debito viene affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione — risultano entro il 31 dicembre 2023.
Di fatto si possono rottamare le cartelle dal 2000 al 2023.
La rottamazione consente di pagare solo la quota capitale, quindi solo le imposte originariamente non versate, senza interessi, senza aggio di riscossione e senza sanzioni.
È un’agevolazione che permette di rientrare anche a chi aveva aderito alle rottamazioni precedenti e poi era decaduto per il mancato pagamento di qualche rata.
Ed è una misura che, collegandoci al tema del divieto di compensazione dei crediti, consente di risolvere tutte le problematiche legate ai debiti con l’erario e con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Ad esempio il DURC, cioè il Documento Unico di Regolarità Contributiva legato ai contributi dei dipendenti, se il debito INPS è oggetto di rottamazione torna positivo.
Questo permette, tra le altre cose, di accedere anche all’iperammortamento, giusto per collegare le varie misure.
Inoltre fa decadere eventuali azioni cautelari e mette al riparo da possibili pignoramenti da parte dell’agente della riscossione.
È una misura che ha alcune complessità operative. Bisognerà presentare la domanda entro fine aprile, l’Agenzia risponderà entro fine giugno indicando l’importo da versare, che potrà essere pagato entro il 31 luglio in unica soluzione oppure a partire dal 31 luglio in 54 rate bimestrali.
Parliamo quindi di un arco temporale piuttosto lungo, quasi nove anni.
Riguarda tutti i debiti derivanti dalle cosiddette liquidazioni delle imposte: cioè quando presento la dichiarazione e non verso le imposte, oppure quando c’è un controllo formale sulla dichiarazione e non verso quanto dovuto.
Se invece c’è un controllo sostanziale o una verifica fiscale, con un accertamento vero e proprio che rileva imposte non versate, in quel caso non si può accedere alla rottamazione. Quelle somme restano escluse.
Resta comunque una misura che, per chi ha situazioni fiscali complicate, va sicuramente valutata con attenzione.
Andrea
Sì, diciamo che è la modalità piuttosto che il merito.
Umberto
Esatto, esattamente quello.
Poi lascio stare i ragionamenti sull’equità e sul rapporto fisco-contribuente, dove spesso vengono agevolati i contribuenti che non pagano.
Ma questi sono discorsi più di natura etica, che escono un po’ dall’ambito professionale.
Andrea
Sarebbe un discorso infinito, quindi restiamo sui fatti.
Locazioni brevi: quando scatta l’imprenditorialità e cosa comporta
Umberto
Ultima brutta notizia.
Questa sì che è una brutta notizia, perché interessa non tanto l’Odontoiatra in sé, quanto la modalità con cui molti Odontoiatri in Italia investono i propri risparmi, cioè le locazioni brevi, per essere più precisi.
Andrea
Usciamo dall’ambito dello Studio e restiamo su ciò che può interessare un Titolare di Studio che investe parte dei propri risparmi.
Il mattone piace molto. C’è stato il boom delle locazioni brevi, perché sono decisamente più semplici da gestire — anche dal punto di vista delle problematiche con gli inquilini — rispetto agli affitti lunghi.
E ovviamente, prima o poi, dovevano andarci a mettere le mani.
Umberto
Diciamo che il settore alberghiero ha un po’ patito questa situazione.
Ho parlato con alcuni investitori che mi raccontavano come, in certe città d’Italia molto turistiche, ci siano ormai più immobili destinati ad Airbnb e alle locazioni brevi che posti letto nel settore alberghiero.
Quindi è evidente che ci sia una concorrenza molto forte.
Andrea
Airbnb ha creato un mercato, o meglio ha permesso a molti immobili di entrare sul mercato in un modo che il singolo proprietario non avrebbe mai potuto gestire da solo.
Senza un’app del genere sarebbe stato difficile riempirli.
Ha cambiato proprio le regole del gioco e poi, come sempre accade, si creano scenari nuovi e il fisco insegue.
Io mi immagino quando è nato OnlyFans cosa abbiano dovuto fare per capire quale fosse il codice ATECO da attribuire…
Umberto
In realtà credo che ci sia già una codifica specifica per quel tipo di attività.
Andrea
Cosa è successo con le locazioni brevi?
Umberto
Con le locazioni brevi è scattata una presunzione di imprenditorialità.
Cosa significa?
Superato un certo numero di appartamenti destinati all’affitto breve, si viene considerati imprenditori.
Per locazione breve si intende una locazione di durata non superiore a 30 giorni, che può includere anche servizi accessori come il cambio biancheria o le pulizie.
Non è soggetta a registrazione e può fruire della cedolare secca, cioè quella norma agevolativa che consente una tassazione forfettaria al 21% o al 10%, a seconda delle tipologie di contratto.
Questo regime vale anche per le locazioni lunghe, come i contratti 4+4 o 3+2.
La nuova soglia: da 5 a 3 immobili
Umberto
La vera stretta, però, riguarda la soglia oltre la quale si viene considerati imprenditori.
Fino all’anno scorso, per essere qualificati come tali — con obbligo di Partita IVA, fatturazione, iscrizione INPS e senza possibilità di applicare la cedolare secca — bisognava destinare alle locazioni brevi almeno cinque appartamenti.
Ora il numero è stato ridotto drasticamente a tre.
Questo significa che con due appartamenti posso ancora utilizzare la locazione breve senza essere considerato imprenditore e continuare a beneficiare della cedolare secca.
Ma se ho tre appartamenti e anche solo per due giorni all’anno ciascuno li destino alla locazione breve, scatta la presunzione di imprenditorialità.
Di conseguenza scatta l’obbligo di Partita IVA e non posso più applicare la cedolare secca.
Cosa succede quando scatta l’imprenditorialità
Andrea
E quindi in quel caso si passa a una dichiarazione tradizionale in base alla tipologia di Partita IVA.
Immagino ci sia la possibilità di detrarre i costi di gestione degli appartamenti, o no?
Umberto
In realtà, trattandosi di attività in cui i costi sono relativamente contenuti, molti di quelli che si trovano in questa situazione si stanno già orientando verso il regime forfettario, se naturalmente ne hanno i requisiti.
È un regime che prevede un coefficiente di redditività piuttosto basso.
Il problema di fondo, però, è che ci si trova a dover emettere fatture, a gestire adempimenti contabili e, soprattutto, ad avere un’iscrizione previdenziale che per un medico iscritto all’ENPAM rappresenta un tema importante.
Questa misura entra in vigore dal primo gennaio 2026.
Il consiglio che stiamo dando a tutti i clienti — Odontoiatri compresi, ma non solo — è: se avete più immobili destinati alle locazioni brevi, valutate con il Commercialista cosa mantenere come locazione breve e cosa eventualmente convertire in locazione tradizionale.
Quindi il classico contratto ordinario 4+4 oppure quello agevolato 3+2, legato a canoni calmierati.
Andrea
Sono quei cambi che succedono spesso quando cambiano le regole del gioco.
Non riguarda solo il fare impresa, ma un concetto più ampio che qui in Italia si vive molto.
Tu fai una pianificazione, magari una persona che dice: “Ho accumulato appartamenti negli anni e li ho investiti così”, penso ad esempio ai Dentisti degli anni d’oro.
Le regole erano quelle, poi cambiano in modo sostanziale.
Qui hanno ridotto la soglia del 50%, che è tantissimo, ed è molto facile andare fuori per qualcuno.
Diventa quindi difficile pianificare e capire quanto un quadro normativo sia affidabile, perché può cambiare drasticamente dall’oggi al domani.
Detto questo, è anche vero che quattro, cinque o sei immobili trattati come attività non imprenditoriale erano forse già una situazione un po’ borderline.
Umberto
La criticità sta proprio in quello che dicevamo prima sui decreti attuativi.
Questa misura entra in vigore il primo gennaio 2026, ma è stata approvata il 30 dicembre 2025.
Si era parlato di aumentare la tassazione su questi immobili, ma non di ridurre il numero degli appartamenti.
Questo ha spiazzato moltissimi operatori del settore.
Andrea
Mh. Sì.
Umberto
Quando vogliono accelerare, accelerano. Vediamola in positivo.
Se mi sono organizzato per tempo, cercando soluzioni ai problemi che il legislatore fiscale ci pone quotidianamente, e mi sono strutturato in forma di società di capitali — anche come STP — magari con una holding che controlla lo Studio Dentistico o più Studi Dentistici, invece di fare gli investimenti personalmente li faccio effettuare alla holding.
In questo modo la holding non potrà applicare la cedolare secca, ma avrà comunque una tassazione più contenuta rispetto a quella che avrei io come persona fisica senza cedolare secca.
Andrea
Poi è sempre da capire a cosa mi servono quei soldi, come li uso, se mi servono o se non mi servono.
La questione è articolata, mettiamola così. È complessa.
La mia riflessione era anche sganciata dagli affitti brevi.
Se penso alle regole a cui deve sottostare un albergatore per poter ospitare qualcuno — anche solo dal punto di vista della sicurezza — e le confronto con quanto è poco regolamentato il mondo delle locazioni brevi, c’è una grossa iniquità.
È un terreno complicato, dove è difficile trovare una soluzione perfetta.
Però è chiaro che con cambi di questo tipo chi si trova coinvolto deve ragionare su come organizzarsi per ottimizzare e capire dove il gioco vale la candela.
Magari chi ha tre immobili può valutare di non affittarne più uno, oppure…
Umberto
Oppure affittarlo con un contratto lungo.
Andrea
Sì, però poi sappiamo cosa significa avere un inquilino dentro un immobile.
Diciamo che c’è qualcosina di interessante per una nicchia molto ristretta, le società, che sono comunque una parte limitata rispetto al totale.
Qualche piccola cosa c’è.
Il quadro generale della manovra: limiti, vincoli e conseguenze
Andrea
Da Commercialista, ti piace questa manovra?
Umberto
Trovare gusto nelle Leggi di Bilancio…
Andrea
Però voi Commercialisti, solo per il fatto di fare i Commercialisti, siete persone un po’ strane.
Quindi capisci che…
Umberto
Su questo siamo assolutamente d’accordo.
Detto questo, è una manovra che ha poche agevolazioni, a dirla tutta, salvo il tema dell’iperammortamento, che interessa il mondo delle società in odontoiatria e anche fuori dall’odontoiatria.
È una Legge di Bilancio che risente del fatto di avere poche risorse disponibili, perché stiamo ancora smaltendo l’indigestione dei crediti del 110% e del bonus facciate.
Andrea
Ha fatto dei danni incredibili.
Umberto
Sono serviti negli anni difficili del Covid per far ripartire un settore come quello dell’edilizia, che poi fa da motore a tante altre filiere.
Sono però stati gestiti molto male e le ricadute le stiamo pagando tutti, con una stretta generalizzata.
Ci sono infatti — e non entro nel dettaglio, faccio solo un accenno — restrizioni introdotte già l’anno scorso che vedremo pienamente nella prossima dichiarazione dei redditi estiva: una stretta sulle detrazioni non solo edilizie, ma in generale per chi ha redditi sopra i 75.000 euro e ancora di più sopra i 100.000 euro.
È un tema che non è così raro nel mondo degli Odontoiatri.
Purtroppo stiamo ancora pagando le conseguenze di quella indigestione.
Per fortuna, con il blocco delle cessioni dei crediti, questa fase si è conclusa e ora dobbiamo semplicemente cercare di rimetterci in piedi.
Andrea
Umberto, grazie davvero per il tuo tempo.
Grazie per la chiarezza e per come hai messo insieme tutte le informazioni.
Per chi ci ha ascoltato, il consiglio è semplice: parlate con il vostro Commercialista e confrontatevi con lui.
Ora avete qualche informazione in più e potete fare domande più consapevoli, come: “Ho sentito che c’è questa possibilità” oppure “Ho sentito che succederà quest’altra cosa”.
Grazie ancora, è stato un piacere averti qui.
Posso invitarti di nuovo, così facciamo con tuo fratello due a due e palla al centro?
Umberto
Assolutamente sì, con piacere.
Andrea
Grazie a chi ci ha ascoltato fino a qui.
Vi aspetto nel prossimo episodio.
Ciao.
Il cuore dell’Accademia: mettere in sicurezza lo Studio
Simone
Assolutamente. Io credo che ci sia qualcosa che tu provi a spiegare da anni ai Titolari di Studi Dentistici e che ancora in pochi colgono, a parte il discorso degli incassi che abbiamo visto prima. C’è qualcos’altro che…
Andrea
Sì. E credo che sia il cuore portante dell’Accademia: il mio impegno ultimo nei confronti di un cliente.
Ora, perché un cliente viene da noi?
Se viene da noi perché vuole migliorare il profitto del suo Studio, benissimo. È una scelta legittima.
Ma quello che voglio fargli capire è questo: quell’attività, per te, probabilmente è la fonte principale — se non l’unica — delle entrate che sostengono il tuo stile di vita, quello della tua famiglia e quello delle persone che lavorano per te.
E il tuo Studio Dentistico è ciò che deve garantire la sicurezza della tua vita e della tua famiglia.
Anche perché, per una naturale capacità di adattamento dell’essere umano, più è alto il livello di entrate che una persona ha, più tende — non sempre, ma nella stragrande maggioranza dei casi — a settare il proprio stile di vita su quel livello.
E visto che a nessuno piace regredire, ma solo avanzare, diventa estremamente importante dare sicurezza alle proprie entrate, per dare sicurezza anche a quello stile di vita.
In realtà, tutte le attività professionali — o comunque quelle fortemente dipendenti dall’input dell’imprenditore — hanno questa caratteristica. E in alcuni casi è inevitabile che sia così.
Il fatto di essere l’unico che “tira il carretto” è un potenziale problema.
Su due dimensioni.
La prima: prima o poi, quando sei la risorsa più importante della tua attività, diventi anche il suo più grande limite.
Perché parlavamo di quella necessità di crescita, no? Ed è normale.
Nella vita di una persona le esigenze cambiano: prima sei da solo, poi hai una famiglia, poi arrivano i figli, poi crescono, poi arrivano i nipoti. E il costo del fine mese, di solito, aumenta sempre di più.
Quindi avere un “tappo” da questo punto di vista può diventare un problema nel lungo periodo.
Per questo io dico sempre:
“Devi alzare la testa. Devi guardare là, non guardare solo qua.”
Se abbiamo risolto il problema del fine anno e abbiamo triplicato il profitto del tuo Studio, datti una pacca sulla spalla. Ma poi devi alzare la testa.
Perché, in realtà, quello è un risultato tattico. Noi dobbiamo costruire un risultato strategico, molto più importante.
Questa è la prima questione.
Ma poi c’è una questione di secondo pericolo, di secondo livello.
L’attività è a rischio perché tu un giorno magari prendi un raffreddore.
E se quando tu manchi i soldi smettono di girare, “Houston, we have a problem.”
Di conseguenza l’altra cosa che faccio capire è: prima alza la testa, metti in pista un sistema che metta in sicurezza lo Studio a un livello giusto. Ma il secondo step è che non ti devi fermare qua: devi organizzarti per fare in modo che il tuo Studio possa arrivare a funzionare anche senza la tua presenza fisica costantemente necessaria e obbligatoria.
Che non vuol dire che non ci devi essere. Se vuoi esserci, stai lì.
Ma vuol dire che puoi allontanarti e che tutto non crolli.
Questo vuol dire mettersi davvero in sicurezza.
E guardare lontano significa proprio questo: mettersi al sicuro.
Perché, se c’è un chiaro di luna, se vuoi prenderti una pausa, puoi farlo.
Ma soprattutto, se guardi davvero lontano, succedono due cose — o meglio, potrebbero succederne anche di più, ma per uno Studio Dentistico queste sono le due principali.
O il Titolare passa lo Studio al figlio o alla figlia d’arte. Oppure lo vende.
Nel momento in cui il Titolare lavora per mettere quello Studio nelle condizioni di funzionare anche senza la sua presenza costante e necessaria, il passaggio generazionale diventa molto più sicuro.
Perché quel figlio non ha ancora quell’esperienza.
Ed è molto meglio che lo Studio stia in piedi perché c’è un sistema che lo governa, non una singola persona che lo fa funzionare.
Seconda cosa: quando quello Studio è da vendere, se non c’è il figlio o la figlia d’arte, quello Studio vale molto di più. Per quel Dentista c’è una exit molto più ricca, ma soprattutto molto più veloce.
Lo vedo molto bene oggi: agli Studi vengono fatte proposte di acquisto, e si capisce subito che tipo di exit vengono proposte da chi compra.
Ma è normale.
Se tutto dipende da te, io, che compro, ho bisogno almeno di cinque anni per fare un passaggio e accompagnarti dall’altra parte.
E non solo: magari vincolo anche quello che ti pago, il tuo gioiellino, in funzione di ciò che riusciamo a fare in questi cinque anni.
Quindi quello sul quale voglio battagliare, quello su cui battaglio con i clienti — che molte volte arrivano da noi perché hanno un problema che percepiscono come più urgente, e lo capisco — è questo: non sono soddisfatti dei risultati che stanno ottenendo.
O perché ne raggiungono troppo pochi.
O perché, per la fatica che fanno, anche quando ne raggiungono tanti, non sono commisurati.
Bene, questo è il primo step. Ma se vuoi fare una cosa giusta e sana per la tua vita, quello che voglio farti capire è che devi fare questo step di evoluzione.
15 anni di Accademia
Simone
Immagino che in 15 anni di Accademia avrai visto tantissimi Studi, ne avreste di cotte, di crude, avrai visto tantissime cose.
Andrea
3600 professionisti sono passati.
Simone
3600 professionisti.
Andrea
Abbiamo fatto un conto che abbiamo presentato all’ultimo LaboratorioA ++, dove abbiamo festeggiato questo traguardo dei 15 anni. Ai corsi ci sono stati 8.000 partecipanti.
Abbiamo toccato la vita di 8.000 partecipanti ai corsi in questi 15 anni.
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